Telefonia, a quale compagnia Iliad rompe le uova nel paniere?

Telefonia, a quale compagnia Iliad rompe le uova nel paniere?



Iliad non sarà l’apocalisse per le telecomunicazioni in Italia. La compagnia telefonica francese porterà scompiglio, come ha già fatto in queste prime settimane di attività commerciale, ma non abbatterà i concorrenti. È questa, in sintesi, l’opinione dei ricercatori della divisione Global ratings dell’agenzia di rating Standard & Poor’s, sugli effetti dell’ingresso di Iliad nel mercato italiano delle telecomunicazioni. S&p si attende al massimo un calo dei ricavi del settore nell’ordine del 2%-3%. Certi i prossimi “saranno mesi critici”. Perché la migrazione dei clienti verso l’operatore francese determinerà le contromosse degli altri operatori del settore.

Iliad ha una buona occasione di raggiungere il suo obiettivo di un milione di clienti in breve tempo, ma non ci aspettiamo una rottura grave che avvii una guerra dei prezzi e li spinga verso il basso”, scrivono gli osservatori di S&p. Nello studio si legge che l’offerta alletterà “i consumatori coscienti dei valori economi, affamati di dati e alla ricerca di una proposta commerciale semplice e facile da comprendere”. Tuttavia l’azienda paga lo scotto di essere l’ultima arrivata in un mercato meno sensibile alla rivoluzione low cost che ha introdotto nel 2012 in Francia.

A dispetto della Francia, l’Italia è un mercato “più competitivo e meno caro”. Il ricavo medio per utente è di 12 euro al mese, poco più della metà della Francia. E con le offerte low cost già presenti, occorre capire se “il risparmio di 5-6 euro al mese (contro i 10-30 euro al mese in Francia nel 2012) sono abbastanza per convincere il consumatore”. C’è un’altra sfida per Iliad nel Belpaese: replicare come in Francia il passaggio dei clienti da 2 euro a piani da 20 euro. Che è stata poi la strategia che le ha consentito di crescere. Al momento i prossimi passi del gruppo in Italia sono sotto chiave.

S&p prende in esame gli effetti di Iliad sugli affari di Telecom, Vodafone e Wind Tre (quest’ultima ha ceduto sue frequenze per effetto della fusione tra le due compagnie). L’agenzia di rating si aspetta un “impatto contenuto” per Telecom. L’ex monopolista di Stato, d’altronde, già dal 2017 ha lanciato un operatore low cost per presidiare il terreno di scontro con Iliad.

Anche su Vodafone il giudizio è di una bassa esposizione, dovuta “al suo marchio premium e ai prezzi, che dissuaderanno i consumatori a lasciarla per offerte low cost competitive su una rete più debole”. Tuttavia l’agenzia di rating prevede per il prossimo anno “un calo dei ricavi del 2%-4%”, sebbene il ricavo medio mensile per utente sia il più alto del mercato. Ad ogni modo, anche Vodafone ha avviato una sua low cost, Ho mobile. Wind Tre risulta la più colpita dall’arrivo di Iliad, perché ha clienti “nella fascia medio-bassa”. In questo caso però l’azienda potrebbe tentare una ristrutturazione dell’offerta verso l’alto, smarcandosi da uno scontro diretto sui prezzi.


Fonte: WIRED.it