L’artista che ti mostra quanto inquini mentre fai ricerche su Google



(Immagine: Joana Moll)

Ogni ricerca su Google ha un costo per il pianeta. Ci sono milioni di server fisici nei data center di tutto il mondo, collegati da chilometri di cavi sottomarini, switch e router, e tutti richiedono energia per funzionare. Gran parte di questa energia proviene da fonti che emettono anidride carbonica nell’aria mentre bruciano combustibili fossili. Nel 2015, per illustrare le conseguenze ambientali delle ricerche su Google, Joana Moll, artista e ricercatrice, ha creato una visualizzazione dati chiamata CO2GLE.

CO2GLE utilizza i dati sul traffico Internet 2015, afferma Moll, e si basa sul presupposto che Google.com “elabora una media approssimativa di 47.000 richieste al secondo, che rappresenta una quantità stimata di 500 kg di emissioni di CO2 al secondo“, 0,01 kg per richiesta. Questi numeri sono approssimazioni, anche se in una stima del 2009, Google ha dichiarato che ogni query provoca 0,2 grammi di emissioni di CO2.

Google sta progettando data center più efficienti dal punto di vista energetico, investendo in energia pulita e ha numerosi programmi di compensazione del carbonio.

Parlando alla conferenza Internet Media Age a Barcellona Moll ha mostrato un’altra grafica dal nome DEFOOOOOOOOOOOOOOOOOOOREST che mostra come, per ogni secondo speso su Google, 23 alberi devono consumare le loro capacità di assorbire CO2.

La ricerca di Moll si è concentrata su Google a causa delle sue dimensioni ma Facebook, ad esempio, ha riferito che i suoi data center e le attività commerciali hanno portato a 718.

000 tonnellate di emissioni di CO2 nel 2016.


Fonte: WIRED.it