Edison e Biennale di Venezia, insieme verso l’architettura del futuro

Edison e Biennale di Venezia, insieme verso l’architettura del futuro



Il rapporto tra Edison e architettura è profondo e ben consolidato e ha le sue radici a inizio ‘900; quando la società avviò la collaborazione con alcuni tra i più grandi architetti italiani destinati a lasciare un solco profondo nella storia. Come con Gio Ponti che per Edison realizzò tra le altre cose, la centrale idroelettrica di Cedegolo e i primi  palazzi della società in via Turati a Milano; con Piero Portaluppi che progettò numerose centrali idroelettriche (come quella di Crego e di Verampio) importando le influenze  moderniste e liberty dell’arte nord europea; o con il Gruppo 7  di Luigi Figini, Gino Pollini, Guido Frette, Adalberto Libera e Piero Bottoni, che, patrocinati da Edison, realizzarono nel 1930 – in occasione della IV Esposizione Triennale Internazionale delle Arti Decorative ed Industriali Moderne di Monza – la Casa elettrica, versione ante litteram dell’odierna smart home e primo esempio di architettura razionalista in Italia.

Un rapporto di confronto e mutuo scambio con il campo dell’architettura che continua ancora oggi e che vede la società partner della Biennale di Venezia per la 16a Mostra internazionale di architettura, in scena dal 26 maggio al 25 novembre.

L’obiettivo comune dichiarato è di comprendere l’architettura, stimolare il dibattito sui suoi valori centrali e celebrare il contributo reale che offre al benessere delle persone nella vita quotidiana. Anche sul fronte energetico, vero e proprio elemento portante di quello che è e sarà il vivere contemporaneo.

L’impegno di Edison fianco a fianco con architetti, aziende, terziario e pubblica amministrazione nella progettazione delle smart-city di oggi e del futuro, d’altronde, è ben risaputo. E la collaborazione con la Biennale di Venezia per approfondire ulteriormente queste tematiche ne è l’ennesima dimostrazione tangibile.

“Ci siamo dati una sfida importante: migliorare la qualità della vita delle persone, pensando e progettando gli spazi e i luoghi in cui vivono -, ha dichiarato Marc Benayoun, amministratore delegato di Edison. – Architettura e sviluppo sostenibile sono strettamente legati. Ed è per questo che siamo onorati di portare la nostra energia e le nostre competenze ad una delle più prestigiose manifestazioni internazionali che ha sede in Italia. La sostenibilità è un obiettivo concreto per Edison e l’uso efficiente delle risorse è un elemento fondante dell’architettura e del vivere contemporaneo, proprio come per noi che da oltre 130 anni siamo impegnati nella costruzione di un futuro sostenibile”.

In occasione della 16a Mostra internazionale di architettura, Edison mette dunque in gioco le proprie competenze nei servizi energetici e ambientali: la Biennale di Venezia è stata infatti dotata di un innovativo sistema di smart audit, in grado di gestire in modo ottimale le risorse energetiche grazie all’Internet of Things e di proporre interventi di miglioramento per le principali strutture dell’esposizione. Saranno inoltre previste alcune panchine dotate di punti di ricarica e wi-fi gratuiti, a cui i visitatori potranno collegare i propri device elettronici. “Noi siamo per un mondo dove le forme e gli spazi in cui viviamo non abbiano bisogno di altro che di energia naturale. Per questo siamo alla costante ricerca di confronto con chi pensa, progetta e gestisce gli spazi e le funzioni, al fine di aiutare a concepirne dall’origine le migliori prestazioni energetiche -, ha aggiunto Paolo Quaini, direttore Energy Services Market Division di Edison. – La comunità energeticamente autosufficiente del futuro e l’edificio a energia positiva sono l’obiettivo del nostro lavoro, ma perché questo accada, occorre che comunità locali, architetti ed esperti di energia concepiscano contestualmente forme, funzioni e prestazioni”.


Fonte: WIRED.it