L’energia rinnovabile dei pendolari: con Walkee si genera elettricità camminando sulle banchine delle stazioni



Walkee, selezionata tra i New Heroes di RedBull.com, sfrutta i passi di chi cammina nelle stazioni ferroviarie per produrre energia elettrica a costo zero. Una storia che porta con sé un approccio alla scienza profondamente umano

Tra le fonti di energia green e a costo zero, chi includerebbe quella del calpestio dei pendolari? Eppure i viaggiatori abituali, che ogni giorno camminano avanti e indietro sulle banchine delle stazioni ferroviarie, possono arrivare a produrre energia a sufficienza per alimentare un’intera stazione, senza modificare affatto le proprie abitudini. L’idea è del tutto sostenibile, come ha dimostrato Giuliana Maugeri, che oltre a essere una studentessa di ingegneria della sicurezza al Politecnico di Milano è la fondatrice della startup Walkee.

Non a caso Walkee è stata selezionata per entrare a far parte di New Heroes, il progetto editoriale curato da Oscar Di Montigny insieme a RedBull.com che racconta le storie dei nuovi eroi del mondo del lavoro. Oltre alla specifica componente hi-tech, che pure rappresenta un importante elemento di innovazione, nella scelta in favore di Maugeri ha pesato soprattutto il superamento dello stereotipo maschilista secondo cui le donne non sarebbero adatte a certi lavori come quelli ingegneristici.

Uno stereotipo che purtroppo è in linea con le statistiche del nostro Paese, dato che in Italia solo il 5% delle adolescenti ambisce a un lavoro scientifico, e appena una su dieci arriva a conseguire una laurea in quell’ambito.

Giuliana Maugeri, fondatrice di Walkee

Ma che cos’è Walkee? Anche se il nome ha una certa assonanza con la specie di Chewbecca in Star Wars, i Wookiee, in realtà il sistema si basa su un principio molto più terrestre. Il cuore della tecnologia è la ben nota piezoelettricità, ossia la proprietà di certi materiali di convertire (trasdurre, in termine tecnico) uno stimolo meccanico in energia elettrica. Nella pratica, sostituendo le vecchie pavimentazioni delle stazioni ferroviarie con un’opportuna struttura in plastica riciclata farcita con materiale piezoelettrico, è possibile sfruttare il passaggio delle persone (ossia la sollecitazione meccanica sulla pavimentazione) per generare energia.

Le piastrelle sono progettate di dimensioni di circa mezzo metro per lato, e come materiale piezoelettrico si possono sfruttare diverse soluzioni, tra cui anche delle ceramiche.

L’effetto piezoelettrico non è affatto una novità, così come non è nuova l’idea di sfruttare il calpestio delle persone come fonte rinnovabile. Qualcosa di analogo infatti esiste già in alcune discoteche come a Rotterdam e a Londra, ed è in progetto anche per gli ospedali. Dove sta quindi la novità? Nella scala in cui realizzare il progetto, nelle sue finalità, e naturalmente nel fatto che mai nessuno finora aveva provato a installare queste piastrelle in una stazione ferroviaria.

Le mattonelle piezoelettriche di Walkee devono essere combinate con accumulatori di carica efficienti, per un’applicazione non solo diretta, ma nell’ottica di pianificare servizi di pubblica utilità. Una volta che il sistema è a regime, ad esempio, le mattonelle potrebbero far accumulare abbastanza energia da mantenere operativa la stazione in caso di blackout.

Oppure, secondo quanto stabilito attraverso uno studio di fattibilità eseguito sulla stazione Cadorna di Milano, 12 ore di funzionamento del sistema Walkee potrebbero produrre tanta energia quanta ne serve per alimentare le 150 lampade a neon della stazione in tutto l’arco della giornata. O ancora, se installate su scala minore, potrebbero comunque co-alimentare i sistemi di illuminazione. L’ulteriore vantaggio, numeri alla mano, è che non occorre sostituire l’intera pavimentazione della stazione, ma è sufficiente installare le piastrelle nelle aree di maggior e continuo passaggio, come in corrispondenza dei tornelli.

Qualche settimana fa Walkee si è aggiudica il primo posto ad Hack Your Move, l’hackaton italiano sul cosiddetto trasporto intermodale dell’ultimo miglio. Forse è un po’ presto per parlare di una rivoluzione dei trasporti, ma di certo il risparmio energetico garantito da Walkee si può in breve tempo tradurre in un vantaggio economico, da sfruttare per migliorare i servizi della stazione, crearne di nuovi, ridurre i prezzi dei biglietti o magari per alimentare sistemi come il car sharing elettrico.

Già nei prossimi mesi Maugeri e il collaboratore Pietro Percudani (un ingegnere meccanico) contano di sviluppare un primo prototipo, ed entro fine anno un progetto pilota, supportati da Polihub e Gruppo Ferrovie Nord Milano. Al di là dei numeri esatti che usciranno dagli studi, è davvero difficile trovare un contro a questa tecnologia, dato il suo potenziale sia in termini di produzione energetica a costo zero sia di risparmio a medio e lungo termine. Insomma, come sottolinea anche Maugeri, si tratta di un’innovazione ingegneristica per la quale vale la pena di enfatizzare anzitutto il valore sociale.


Fonte: WIRED.it