Un master in fibra ottica prepara i manager delle future smart city

Un master in fibra ottica prepara i manager delle future smart city



Il crescente uso delle tecnlogie digitali sta cambiando profondamente la nostra società. Cloud, 5G, internet delle cose modificheranno radicalmente il volto delle città, trasformandole in smart city. Il futuro però, è già davanti ai nostri occhi. Il mondo ha avuto dimostrazione della tecnologia 5G e di applicazioni avanzate di iot, ad esempio, durante le ultime olimpiadi invernali in Corea.

Anche l’Italia ha bisogno di cogliere alla svelta questa opportunità. Per capire il perché, è sufficiente un esempio. Come testimonia il nuovo white paper sulle Smart Cities realizzato da SmartCitiesWorld e Philips Lighting,  utilizzando l’internet delle cose e sfruttando gli open data, la città di Barcellona è riuscita a creare oltre 47mila nuovi posti di lavoro.

Quello che manca spesso alle aziende in Italia però sono le professionalità giuste per gestire questa fase di cambiamento. A cominciare dall’autostrada su cui viaggiono le informazioni: la fibra ottica. Per questo il Politecnico di Torino che ha deciso di realizzare il primo master di II livello in Photonics for Data Networks and Metrology, per formare gli esperti delle reti in fibra ottica del futuro.

(Foto: Juniper Networks Italia)

“Il nuovo master per esperti in fibra ottica lanciato dal Politecnico di Torino è esattamente ciò di cui l’industria it e telco italiana ha bisogno per rispondere alle sfide legate all’esplosione dei dati, all’innovazione della rete e ai costi di trasporto”, ha spiegato a Wired Alessandro Salesi, senior systems engineering manager di Juniper Networks Italia.

Juniper è un’azienda che si occupa delle nuove architetture di rete e fa parte del gruppo di partner di questa iniziativa. Nata da un’esigenza precisa: “A breve termine, serviranno esperti di automazione e programmazione di rete come, ad esempio, i production engineers, spiega ancora Salesi. “Si tratta di figure, molto ricercate soprattutto dalle big tech, con un background in ambienti Linux, coding e networking”. Insomma, posti di lavoro per figure professionali preparate su machine learning e intelligenza artificiale. Oltre a una serie di lavori di cui, al momento, sappiamo ben poco. Si calcola che circa il 65% dei bambini che oggi frequentano la scuola elementare da grande farà un lavoro che al momento, semplicemente, non esiste.

Nel lungo periodo esploderà la ricerca di data scientist, persone che in azienda si occupano di pulire i dati e tirare fuori le informazioni utili”, continua Salesi. “Di certo però, al di là della laurea, le aziende punteranno su persone in grado di intercettare i cambiamenti, prevedere i trend e pensare fuori dal coro. La ripresa della ricerca di figure professionali con un background in scienze umanistiche ne è la prova”, aggiunge.

(Prof. Vittorio Curri/Foto: Politecnico di Torino)

Secondo il periodico britannico Times Higher Education, che si occupa di formazione, tra le università che stanno preparando meglio nelle competenze digitali i propri studenti non ci sono, ad oggi, atenei italiani (la prima è un’israeliana). Tuttavia, dato che sul mercato del lavoro molte posizioni rimangono ancora scoperte per carenza di profili adeguati, le università italiane stanno cercando di aggiornare la loro offerta formativa.

Secondo Vittorio Curri, direttore del master (in collaborazione con l‘Istituto nazionale di ricerca metrologica) uno degli errori è stato “ridimensionare e spesso chiudere i corsi di laurea nel settore delle telecomunicazioni, a seguito dell’esplosione della bolla internet avvenuta tra la fine degli anni novanta e i primi anni zero”. Ciò è avvenuto in particolare nel settore delle reti fotoniche basate sulla trasmissione in fibra ottica. E ha generato un ritardo, che ora va colmato.

“Il programma di master che proponiamo vuole strutturare figure professionali pronte ad operare sia nel settore reti dati che in quello metrologico, che sono, e saranno sempre più, il sistema nervoso del nostro mondo digitale e connesso”, spiega Curri. Per intercettare le esigenze delle aziende però, sia nazionali che internazionali, c’è bisogno di formare profili che abbiano delle competenze specifiche. “Il master è progettato per fornire le competenze verticali che i cosiddetti network architects necessitano”. Dalla fisica della trasmissione dei segnali ottici alle tecniche trasmissive, dalla gestione di rete ai problemi di sicurezza. Il master avrà inizio a settembre 2018 e terminerà a novembre 2019. “La didattica sarà di tipo hand-on”, precisa il direttore. Gli studenti dunque, potranno toccare con mano i problemi reali che si incontrano lavorando in questo settore, “fino ad arrivare al periodo di 2 mesi di internship finale, presso prestigiose aziende e istituzioni italiane e internazionali”.


Fonte: WIRED.it