Gdpr, le regole dell’Europa creano un nuovo socialismo dei dati?



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La data segnata in rosso sul calendario è il 25 maggio, quando il Gdpr entrerà in vigore. In quest’ultimo mese scatta la rincorsa delle aziende per adeguarsi alla General data protection regulation (Gdpr), il nuovo regolamento europeo sulla protezione dei dati personali. Ma la scadenza di quello che all’apparenza sembra l’ennesimo adempimento burocratico a Carlo Alberto Carnevale Maffè, docente dell’università Bocconi di Milano, suona come la data di inizio di una rivoluzione nell’industria dei dati. “L’Europa sta facendo nascere il più grande mercato regolamentato dei dati digitali al mondo”, spiega l’accademico a Wired. E lo fa con un sistema che sa di “socialismo dei dati”, ma che apre a un mercato capitalistico a tutti gli effetti. Una combinazione degna del Politburo di Pechino.

Un pezzo di valore economico che pensavamo fosse intuitivamente delle aziende, ad esempio il nostro numero di conto corrente per le banche, fino al 25 maggio è legittimamente loro.

Dal 25 maggio diventa a tutti gli effetti del cliente, trasformando le aziende in mero custode”, spiega Maffè a margine di Teradata Universe, il convegno annuale sui big data organizzato dalla multinazionale di data analytics a Londra.

Quello del Gdpr per Maffè è un esproprio. Tolgo un dato che è stato prodotto e raccolto dall’azienda e lo metto nelle mani del cliente, che non l’ha pagato, che non ha fatto nulla per quel dato. È un’operazione di socialismo digitale”. Le informazioni a cui Maffé fa riferimento non tanto quelle personali più immediate, come nome, cognome, codice fiscale o data di nascita, quanto la storia digitale di un consumatore: il numero di operazioni fatte su un conto corrente online, il tempo di visualizzazione di un video, le preferenze negli acquisti di ecommerce.

Sono i dati utili alle aziende per pianificare campagne di marketing, nuovi servizi, piani strategici.

Il regolamento europeo riconosce al titolare dei dati la proprietà dell’informazione, mentre l’usufrutto resta all’azienda. E così facendo, prosegue il professore di strategia e imprenditoria, “si crea un mercato dei dati trasparente ed efficiente. I dati diventano negoziabili”.

Per Maffè la storia economica si ripete. Quello che sta succedendo con i dati ricorda quanto è già avvenuto nel Regno Unito con i campi collettivi (common land) usati per il pascolo o per seminare il fieno e in larga parte privatizzati attraverso le recinzioni. “Il Gdpr rende dati illiquidi liquidi, finalizzati e scambiabili”.

Carlo Alberto Carnevale Maffè

Toccherà ora alle aziende farsi avanti, chiedere il permesso di accedere ai dati del cliente e rendere questo scambio appetibile con offerte personalizzate. Restiamo in ambito bancario. Dal 25 maggio un istituto di credito diverso da quello a cui il consumatore ha affidato i suoi risparmi potrebbe chiedergli l’accesso ai dati per studiare un’offerta più conveniente. O una compagnia energetica potrebbe usare i dati del consumo di casa per tagliare una bolletta su misura. Il tutto basandosi sui dati raccolti dal concorrente, che il consumatore può gestire come meglio crede. “È qualcosa che già oggi fanno comparatori come Mutuionline o Segugio.it”, afferma Maffé. Però, chiosa, “al momento si basano sull’offerta. Un domani potranno farlo con la domanda. E non generica, ma personalizzata”.

Come tutti i mercati, anche quello dei dati ha bisogno di regole, che siano chiare e non arbitrarie, per favorire la liquidità”, aggiunge il professore. È il caso dello sviluppo della smart city. L’aria di Milano, ad esempio, è tra le più inquinate d’Europa e il riscaldamento ha un ruolo determinante nelle emissioni rilasciare in atmosfera. La temperatura di casa è un dato sensibile, di cui è titolare il consumatore. Allo stesso tempo però, quell’informazione ha un valore sociale e un impatto sull’intera comunità. “Serve una nuova costituzione. Non basta essere aperti, ma regolati e accountable”, avverte il professore. In logica blockchain: “Dati aperti, regole fisse e condivise da tutti”. Per Maffé bisogna prevenire l’effetto di una chiusura: “Chi non condividerà i dati creerà esternalità negative, distruggerà valore”.

Il Gdpr apre a un nuovo mercato, quello degli intermediari che busseranno alle porte dei titolari dei dati per mediare le loro informazioni con le offerte di aziende più strutturate, ma imprepate alla negoziazione one to one. Delle sorte di broker dei dati. “Questo approccio dell’Europa è fondamentale. L’Europa si sta dimostrando un esportatore di istituzioni”. Decenni fa fu la volta della telefonia mobile. Gli Stati Uniti avevano la tecnologia, l’Europa scrisse le regole per uno standard internazionale: il Gsm. La strategia ha fatto breccia. Erede di quel metodo è la prossima generazione di telecomunicazioni: il 5G.


Fonte: WIRED.it