L’ideatore di BitTorrent vuole creare un nuovo Bitcoin ecosostenibile



Aveva 22 anni quando realizzò il protocollo peer-to-peer Bit Torrent (foto: Thomas Hawk/Flickr)

Che per fare girare i Bitcoin serva energia lo dimostra il fatto che esistano gli attacchi hacker che sfruttano la potenza di macchina altrui per effettuare le operazioni di mining. Il programmatore Bram Cohen, già fautore di BitTorrent, sta cercando di risolvere il problema della dispersione di energia necessaria alle transazioni di valuta virtuale.

Secondo quanto riporta TechCrunch, per una transazione di Bitcoin è necessaria tanta energia elettrica quanta ne serve per alimentare un’abitazione americana per una settimana. Secondo le ultime stime, le operazioni di estrazioni richiedono più energia di quella che basta all’Ecuador

Quello che Cohen vuole fare attraverso la società che ha appena avviato, la Chia Network, è lanciare un tipo di crittografia che non sfrutti il proof-of-work (meccanismo per verificare le transazioni), che è esattamente quello che richiede il dispendio di potenza delle macchine e capacità di calcolo e quindi, energia.

Per verificare il blockchain (che raccoglie tutte le transazioni) Chia vuole utilizzare lo spazio di archiviazione inutilizzato (più economico) su hard disk.

L’idea è quella di creare un bitcoin migliore, che risolva il problema della centralizzazione: la moneta virtuale è per sua natura decentralizzata, da lì la difficoltà di garantirne la sicurezza, richiedendo la verifica molto sforzo.

Quindi: proof-of-space e archiviazione al posto di proof-of-work. Non è il primo ad aver avuto questa idea, ammette, ma lo sviluppo dell’idea richiede delle competenze aggiuntive nelle quali ritiene di essere ferrato.


Fonte: WIRED.it