Per Google il cloud è un affare da un miliardo ogni tre mesi



Una nuvola in esposizione a The Art of The Brick (Foto: Maurizio Pesce / Wired)

Crescono in Italia le aziende che si spostano sul cloud. L’osservatorio Cloud&Ict del Politecnico di Milano ha stimato un aumento degli investimenti del 18% nel 2017, per un valore di 1,978 miliardi di euro. Spese che si inseriscono in un mercato globale da poco meno di 100 miliardi di dollari, con un tasso di crescita del 26%. Il direttore dell’osservatorio, Alessandro Piva, spiega che “in Italia oggi solo il 10% delle grandi organizzazioni afferma di non avere interesse ad utilizzare servizi in public cloud. Mentre il 42% dei responsabili innovazione utilizza il cloud per introdurre in modo rapido tecnologie innovative allo stato dell’arte”.

Sul cloud le aziende archiviano e accedono a grandi quantità di dati, usufruiscono di enormi capacità di elaborazione e una grandissima varietà di applicazioni e servizi. La sola componente di public&hybrid cloud – ovvero i servizi cloud forniti da provider esterni e gli “ibridi” tra provider pubblici e privati – hanno segnato un +24% sul 2016.

Per Google il cloud è un business da 1 miliardo di dollari a trimestre. Si articola in G Suite (software e strumenti di produttività per il cloud computing e collaborazione che include applicazioni come Gmail e Drive) che conta oltre quattro milioni di clienti. E Google cloud platform, che nel 2017 ha raddoppiato i volumi di archiviazione dati e sta puntando sul machine learning. A oggi sono 10mila i clienti coinvolti in progetti d’innovazione in machine learning.

Le tecnologie intelligenti possono offrire una risposta alla necessità di produttività e di crescita delle nostre imprese e pubbliche amministrazioni. Aiutare nelle relazioni interne e con i clienti. Proporre nuove soluzioni a problemi ancora non risolti. E anticipare risposte per il futuro”, spiega Fabio Fregi, responsabile Italia di Google Cloud.

Enel, per esempio, attraverso il machine learning di Google (Tensorflow) ha lanciato due strumenti. Il primo è un chatbot per la relazione con i clienti, che interagisce con il riconoscimento del linguaggio naturale. Può compilare automaticamente un reclamo.

Il secondo si chiama Digital image recognition. È predisposto per scovare i problemi sulla linea elettrica in cavo aereo attraverso le immagini. Ogni giorno, attraverso 65mila fotografie aeree della rete di Enel, come per esempio i pali della luce, il machine learning individua i componenti da monitorare. Fa una valutazione degli eventuali problemi, quindi invia e aggrega i risultati per un esame più approfondito. In questo modo pali o componenti deteriorati sono individuati con facilità, velocizzando le operazioni di ripristino. Da quando è entrato in funzione questo programma, è stato riconosciuto il 95% degli asset (immagini e componenti). Nell’85% dei casi le criticità sono state individuate automaticamente dal machine learning (155mila casi critici all’anno). La riduzione dei costi è stata di 2,1 milioni di euro in meno per anno.

Anche il gruppo Ferrovie Nord Milano (Fnm) ha deciso di approcciare il cloud per modernizzare il sistema informativo. Ha trasferito sulla piattaforma cloud di Google i servizi Sap Hana per la gestione degli strumenti di produttività. Obiettivo: ridurre i costi, migliorare il lavoro in mobilità per i dipendenti, avere a disposizione un sistema facilmente scalabile e adattabile. La piattaforma Sap per anni era stata ospitata su server locali. A partire da aprile 2017 è partita la migrazione sul cloud che si prevede si concluderà entro luglio. A quel punto 1.200 dipendenti saranno in grado di usare G Suite in mobilità. Sarà sufficiente un browser web per accedere agli strumenti, senza bisogno di collegamenti locali.

Il cloud di Google ha giocato un ruolo di primo piano anche nella fusione H3G-Wind telecomunicazioni. La nuova Wind Tre ha subito avuto l’esigenza di consolidare in tempi brevi le piattaforme esistenti in una nuova infrastruttura informatica che le raccogliesse tutte. Doveva essere in grado di gestire una grande mole di dati e fornire anche strumenti di intelligenza artificiale.

Sulla nuvola del colosso tecnologico è migrata anche Azienda Zero, il portale della sanità della Regione del Veneto. Per favorire la comunicazione e collaborazione tra i dipendenti attraverso 85mila account in un’ottica di smart working, ha connesso le 15 strutture sanitarie della regione, per aumentare gli strumenti di connessione i cittadini con medici e specialisti. L’obiettivo è anche quello di testare l’utilizzo di algoritmi di machine learning per classificare i documenti clinici digitali.


Fonte: WIRED.it