Ivanka Trump fa affari in Cina mentre papà Donald “salva” Zte



Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump (Photo by Drew Angerer/Getty Images)

Proprio mentre il presidente americano Donald Trump prometteva di impegnarsi nel salvataggio del gigante delle telecomunicazioni cinese Zte (a cui è stato impedito di fare affari negli Stati Uniti), la Cina ha concesso alla figlia, Ivanka Trump, la registrazione di sette nuovi marchi sul mercato cinese in settori come l’editoria, gli accessori da cucina e i tessuti.

Coincidenze, che però hanno portato il New York Times a sollevare dei dubbi sui legami fra gli affari della famiglia Trump e i dossier sul tavolo del presidente. Secondo quanto riporta il noto quotidiano statunitense, il veloce arricchimento del portafoglio di marchi della famiglia Trump in Cina, avvenuto nel mese di maggio, solleva dubbi sul fatto che Pechino possa concedere una maggiore considerazione alla famiglia del presidente, visto il peso della controparte e, soprattutto, le questioni economiche in ballo tra i due Paesi.

Per il Nyt si potrebbe configurare una possibile fattispecie di conflitto di interessi: mentre Trump discute con Pechino di sicurezza e commercio infatti, i suoi affari di famiglia prosperano nel secondo mercato più ricco del mondo.

Lo stesso Donald Trump possiede più di 100 marchi in Cina. Dopo le critiche mosse da diversi senatori statunitensi, preoccupati che i governi stranieri potessero usare questo ricatto commerciale per influenzare le decisioni di politica estera, Trump ha dichiarato di aver ceduto il controllo delle proprie attività ai suoi due figli.

La stessa Ivanka, che in Cina è ormai divenuta una figura di culto (chiamata la dea Ivanka), tanto da meritarsi un fan club seguito da più di 12mila persone, con queste ultime sette registrazioni commerciali è arrivata a detenere 34 marchi nel paese del Dragone.

La tempistica di quest’ultimo affare però, arrivato dopo l’annuncio di Trump di una distensione su Zte, è stata invece definita “corretta” dai rappresentanti di Ivanka Trump e dallo stesso presidente del marchio, Abigail Klem, che ha voluto stemperare le polemiche, rimarcando come la registrazione avrebbe seguito la stessa tabella di marcia delle precedenti richieste depositate.

Intanto, per il colosso cinese Zte, si riaprono le porte del mercato americano. Potrà tornare a fare affari negli Stati Uniti, anche se a determinate condizioni. Dettate dallo stesso Trump con un tweet: l’azienda dovrà cambiare management e consiglio d’amministrazione, acquistare componenti statunitensi e pagare 1,3 miliardi di dollari.


Fonte: WIRED.it