Siamo stati a Ecomotion 2018, la fiera israeliana sulla mobilità del futuro



Connected car e autonomous driving rischiano di mandare in crisi il vecchio sistema dell’automobile, ma in tanti sono già pronti a scommettere sui nuovi scenari che la tecnologia apre alla mobilità, almeno nella vibrante cornice dell’evento israeliano.

Tel Aviv – Di pari passo con un mondo dell’automotive in grande cambiamento crescono anche gli eventi dedicati ai nuovi modi di spostarsi. Ai Saloni dell’auto delle classiche città della Mitteleuropa, s’aggiungono rassegne tech in location insolite per le quattro ruote. Ecomotion (23 maggio 2018) va in scena a Tel Aviv, in Israele, dove in un clima di grande fermento, un centinaio delle oltre 600 startup parte dell’omonima community israeliana dedicata alla mobilità (in cui lavorano 7.000 persone) si ritrovano per mostrare le loro creazioni ed estendere la rete di relazioni.

Nata come un ritrovo di networking in perfetto stile Silicon Valley, Ecomotion alla sesta edizione è una fotografia dello stato dell’arte e dei trend della mobilità. Una rassegna tanto interessante, quanto insolita, i cui temi portanti sono i grandi classici dell’innovazione legata alle auto: l’intelligenza artificiale e il machine learning. In grande crescita e in evidenza in Ecomotion però anche aspetti meno scontati: dalla cyber security dell’auto connessa, ai sistemi IOT per l’ottimizzazione delle flotte aziendali o dei bus elettrici, passando per inedite applicazioni del fuel cell o della smart mobility in ambito racing.

Vediamo, qui sotto e nella nostra gallery, le soluzioni più interessanti presentate.

Enigmatos è un software che sfrutta il cloud per la protezione dell’auto. Nome un po’ inquietante a parte, il programma è pensato come una sorta di “antivirus” per la vettura, con un canone mensile, in grado di proteggere ogni messaggio (sia ricevuto sia in uscita) tramite una firma univoca di criptazione utile anche per individuare in tempo reale i tentativi d’intrusione.

A lavorare alla start-up israeliana al momento sono una decina di persone, ma Enigmatos ha già contatti con delle case d’auto, anche in Italia. Terragenic invece ha realizzato un prototipo di bicicletta fuel cell per dimostrare come con il suo combustibile T-Fuel derivato dall’idrogeno, sia possibile scegliere una mobilità pulita, che non necessità di costi di compressione elevati (come il fuel cell realizzato fino ad ora) e caratterizzata da una produzione a costi ridotti grazie ad un particolare catalizzatore.

Due ruote a parte, T-Fuel trova la sua perfetta applicazione nei mezzi che percorrono una grande quantità di chilometri a velocità poco elevate, per esempio i mezzi pubblici. hereO dopo aver dato vita un gps da polso Gps per bambini anni fa, ora a Tel Aviv svela un sensore disponibile in due versioni (con o senza Sim telefonica), destinato a trasformare qualsiasi oggetto della nostra vita quotidiana, un monopattino o un vestito, ma anche una valigia, in un oggetto Smart collegato ad Internet, da cui è poi possibile ottenere e analizzare una serie d’informazioni. Mille applicazioni ancora da scoprire, ma potenzialità enormi per un sistema a basso costo, gestibile facilmente.

A Ecomotion c’è pane per i denti anche degli amanti dei motori e delle corse. Griiip è un’azienda Israeliana che realizza i veicoli racing unendo la propria conoscenza dell’hi-tech con la passione italiana per i motori grazie ad una collaborazione con Aprilia. L’idea degli ingegneri israeliani è applicare la comunicazione tra un veicolo e l’altro (e con le infrastrutture) alle corse. In caso d’imprevisto o d’incidente in pista il sistema segnala subito al pilota quanto accaduto tramite una luce sul volante ed un beep nel casco. Un gruppo di studenti del Technion Formula Student Team è invece al lavoro su una vettura da corsa a guida autonoma ottenuta grazie a delle videocamere e dei sensori inseriti su un prototipo destinato alla Formula Technion. Una sfida quanto mai ambiziosa, perché le variabili in pista ad alta velocità sono ancora di più di quelle del traffico quotidiano. Tutto è nato da una competizione in cui le vetture realizzate dagli studenti sono valutate in base ad una serie di parametri: busines plan, consumi, velocità, accelerazione e versatilità del veicolo.

Tante quindi le strade per la mobilità del futuro, nessuno ha ancora la certezza di quali saranno quelle più praticabili, ma di sicuro sperimentare è d’obbligo. Almeno qui ad Ecomotion in tanti sono pronti a rischiare con cognizione di causa, convinti che il business del futuro in ambito “mobility” sia ancora tutto da scoprire e realizzare, però solo dopo aver mutuato da Palo Alto e dintorni il motto “fallire è un’opzione”.


Fonte: WIRED.it