Nel circolo polare artico sorgerà un hotel a energia positiva



Lo Svart Hotel, progettato dallo studio d’architettura norvegese Snøhetta, consumerà il 15% dell’energia utilizzata da un albergo tradizionale

Se i lavori procederanno come previsto sarà pronto per il 2021 lo Svart Hotel, ovvero il primo hotel non solo a impatto zero, ma addirittura a energia positiva, pensato appositamente per il circolo polare artico

Lo studio architettonico Snøhetta, già al lavoro in vista dell’inaugurazione del primo ristorante subacqueo della Norvegia, ha realizzato il nuovo progetto in collaborazione con società immobiliari, esperti ambientali e associazioni ong con il desiderio di tenere più che controllata la carbon footprint della costruzione dell’hotel e di aderire agli standard previsti dal protocollo Powerhouse. Per riuscire in questa impresa, l’edificio deve garantire una produzione di energia in 60 anni di operatività tale da riuscire a bilanciare i costi energetici di costruzione, materiali utilizzati, funzionamento e rifiuti generati.

Gli esperti dello studio di architettura hanno trascorso un anno a studiare l’area del ghiacciaio Svartisen e del vicino fiordo di Holandsfjorden, rilevando con cura il modo in cui i raggi solari rimbalzano tra montagne e acque.

Hanno così pensato di realizzare il loro hotel di forma circolare, con il tetto ricoperto di pannelli in grado di catturare al meglio l’energia proveniente dal sole.

Anche il resto della costruzione è pensato per utilizzare in modo efficiente le risorse offerte dalla natura e minimizzare lo spreco di energia. Le ampie vetrate laterali, per esempio, consentono di sfruttare la luce naturale anche durante quei periodi dell’anno in cui il sole fa capolino solamente all’orizzonte.

La struttura, inoltre, sarà collegata al terreno attraverso pompe geotermiche per il riscaldamento. Nel suo complesso, il funzionamento dello Svart Hotel dovrebbe richiedere solo il 15% dell’energia normalmente utilizzata da un tradizionale albergo, senza contare che forma e ubicazione minimizzerebbero l’impatto su fauna e flora locali.


Fonte: WIRED.it