Conte, l’avvocato degli italiani: quanto ci costerà la parcella?



(Foto: Lapresse)


Quattro minuti e quattro secondi
. Un discorso tirato, un po’ contrito, con due o tre piccoli intoppi. certo il timbro della voce – un po’ trattenuta, a corto di fiato – non aiuta. L’avvocato Giuseppe Conte ha tenuto un discorso piuttosto sintetico dopo aver ricevuto l’incarico di formare un governo dal presidente Sergio Mattarella.

Se riuscirà nel mandato, ha esordito senza troppi preamboli, “esporrò alle camere un programma basato sulle intese intercorse tra le forze politiche di maggioranza”. Se mai vi fossero dubbi, il famigerato “contratto per il governo del cambiamento” viene subito posto di fronte agli italiani. Per poi tornarci a stretto giro. Dopo un passaggio sulla “fase delicata” e le “sfide che ci attendono di cui sono consapevole” arriva l’attesa conferma della “collocazione europea e internazionale dell’Italia”. Questo il passaggio partorito dal lungo incontro col Capo dello Stato e che avrebbe portato alla parziale riscrittura del discorso.

Siamo già a un minuto di intervento.

Poi Conte passa all’azione di governo su scala continentale: l’esecutivo dovrà “cimentarsi sui temi del bilancio europeo, della riforma del diritto d’asilo e del completamento dell’unione bancaria”. Il primo rischio arriva proprio su questo passaggio: il governo dovrà impegnarsi a fondo, dice il premier, “costruendo le alleanze opportune” per ottenere dei risultati e “interessi nazionali”. Quali alleanze? Quelle con il gruppo di Visegrad e quindi con un altro esecutivo telecomandato come quello polacco o autocratico come quello ungherese all’ombra di Putin? Nulla viene specificato in merito.

L’attacco sulla collocazione europea viene in parte cancellato dalla voglia di schierarsi contro Bruxelles.

Poi l’affondo populista: “Fuori da qui c’è un Paese che giustamente attende la nascita di un esecutivo e attende delle risposte. Quello che si appresta a nascere sarà il governo del cambiamento”. E torna in pista il “contratto”, un atto di nullo valore come il fine giurista dovrebbe ben sapere: quelle 39 pagine, dice, rappresentano “in pieno le aspettative di cambiamento dei cittadini italiani”.

Di quali cittadini parla, il presidente incaricato? Non c’è stato certo un plebiscito e molti di quei punti sono indigesti perfino a simpatizzanti di M5S e Lega. Una narrazione a senso unico che dimostra di non rispettare l’espressione democratica di molti milioni di elettori. Quel “contratto” sarà “fondamento dell’azione di un governo dalla parte dei cittadini, che tuteli i loro interessi”. Ancora col refrain alla Federconsumatori.

Poi la parte conclusiva, che tanto ha fatto parlare nelle ultime ore con quel “sono professore e avvocato” quasi a difendersi dalle polemiche sul curriculum pompato: “Mi accingo ora a difendere gli interessi di tutti gli italiani, in tutte le sedi, dialogando con le istituzioni europee e con i rappresentanti di altri Paesi. Mi propongo di essere l’avvocato difensore del popolo italiano. Si chiude in stile grilloleghista: “Non vedo l’ora di iniziare a lavorare sul serio”.

Non ci si poteva ovviamente aspettare di più da un intervento di protocollo, per sua natura essenziale e istituzionale dopo una consultazione, col presidente Mattarella a due stanze di distanza. Eppure ci si poteva aspettare anche qualcosa di meno. In quei quattro minuti, infatti, non c’è tutta l’Italia ma solo l’Italia raccontata dal contratto, che viene citato e a cui si fa riferimento più volte. Molti milioni di italiani, certo, a cui si contrappongono molti altri milioni che di carceri per gli immigrati e flat tax per i ricchi non vogliono sentir parlare. C’è un europeismo incolore, che si lascia le mani aperte per andare un po’ dove vuole. C’è una candidatura di premier avvocato che non ci interessa più di tanto: il presidente del Consiglio deve fare il presidente del Consiglio. Deve cioè governare anche in modi che non desidererebbe, certo difendendo alcune cause ma con un’idea di Paese e con la sua statura personale. Ieri non se n’è vista molta, speriamo che la parcella dell’avvocato Conte non sia troppo salata.


Fonte: WIRED.it