Call center, Fastweb ritorna in Italia: 220 posti di lavoro tra Cagliari e Lecce



(Foto: Shutterstock)

“È la conferma che è possibile combattere e vincere la battaglia contro le delocalizzazioni nel settore dei call center“. Questo il commento del ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, alla decisione, annunciata oggi da Fastweb, di riportare in Italia le attività del call center clienti, al momento svolte dall’estero.

L’operazione consiste in un accordo triennale stretto con Comdata, gruppo europeo tra i principali nei servizi di assistenza clienti e business. È lo stesso fornitore a cui si appoggerà anche Iliad, la compagnia telefonica francese destinata a diventare il quarto operatore nazionale, per il suo debutto in Italia. Comdata gestirà dunque la commessa Fastweb, sia per quanto riguarda le attività di assistenza tecnica che commerciale per clienti residenziali, Soho Professional (Shp) e Small Business.

In base all’accordo sottoscritto tra le parti, il trasferimento sarà graduale e si completerà entro il 30 settembre 2018. Questa operazione permetterà di “assicurare – come si legge nella nota ufficiale emanata da Fastweb – il più alto livello qualitativo nell’erogazione del servizio”.

La decisione di Fastweb è in linea con quanto previsto dal Protocollo di autoregolamentazione dei call center. Il documento è stato sottoscritto il 4 maggio 2017 dalla stessa Fastweb e da altri 12 tra i principali committenti di servizi di contact center (che rappresentano circa il 60% del mercato di riferimento), tra cui Eni, Enel, Tim, Unicredit e Trenitalia.

Il documento, che mira a definire regole chiare per un settore che interessa ben 80mila lavoratori, ha proprio tra i suoi punti chiave l’impegno per le aziende a limitare la delocalizzazione. L’80% delle attività deve essere svolto in Italia, mantenendo un equo costo del lavoro.

Nello specifico, la decisione odierna riguarda il cosiddetto reshoring delle attività. Tutte le attività di assistenza ai clienti Fastweb al momento svolte in Romania, migreranno dunque verso le sedi di Cagliari e Lecce. Questo significa riportare occupazione nel nostro Paese, con la creazione di circa 220 posti di lavoro.


Fonte: WIRED.it