Social Impact, chiusa la terza edizione di We Start Challenge: vince YouKoala, l’armadio condiviso

Social Impact, chiusa la terza edizione di We Start Challenge: vince YouKoala, l’armadio condiviso



Si è concluso a Napoli il We Start Challenge, competizione tra startup early stage a impatto sociale giunta alla sua terza edizione. Vince YouKoala, startup ideata da Vincenzo Rusciano, che propone un armadio condiviso per le mamme che hanno il problema di sostituire continuamente i vestiti dei neonati, visto che cambiano taglia fino a 6 volte nel giro di un anno.

La finale, con l’assegnazione degli award e la proclamazione dei vincitori, si è svolta nello scenario della sala Vesuvio dell’Hotel Royal Continental, sul lungomare di Napoli.

StartupItalia! c’era e vi racconta com’è andata.

Social Impact: i numeri di un fenomeno in crescita

Cosa intendiamo quando parliamo di startup a impatto sociale? Si tratta di aziende innovative, che ricercano quindi un modello di business sostenibile economicamente, ma che affiancano a esso una mission di tipo sociale. Una terza via, tra il pubblico che dovrebbe provvedere gratuitamente al bene di quanti più cittadini possibili, e l’impresa privata, che persegue esclusivamente il fine del profitto. Negli ultimi anni l’Impact Investing, branca degli investimenti che si dedica proprio alle startup a impatto sociale, è in crescita.

Lo attesta l’Annual Impact Investor Survey, report annuale di JP Morgan e GIIN. Analizzando i dati di 209 fondi di investimento a livello globale tra dicembre 2016 e febbraio 2017, i ricercatori hanno stimato in 22,1 miliardi di dollari le risorse stanziate in aziende a impatto sociale nel 2016. Quasi 8.000 i deal chiusi nel periodo di riferimento. Nel 2015 l’investimento globale si era fermato a 15,2 miliardi. Per il 2017, su cui non esistono ancora dati certi, gli stessi fondi di investimento coinvolti hanno annunciato un maggior coinvolgimento in imprese a impatto sociale pari al +17%, per un totale di 25,9 miliardi di dollari in investimenti attesi.

In Italia, come esempi di questo modo di intendere il business, troviamo startup di successo come JobMeToo, marketplace tra offerta e ricerca di lavoro per persone con disabilità, e Treedom, piattaforma che consente di acquistare un albero, vederlo piantato e seguirne la crescita.

È nell’ambito del Social Impact e della Social Innovation che si muove We Start, think thank napoletano animato da Rotary Napoli Sud Ovest, Rotary Napoli Sud Ovest e l’associazione Impact. Quella 2018 è stata la terza edizione del programma di accelerazione We Start Challenge, che prevede appuntamenti formativi e consulenze per un numero selezionato di startup a impatto sociale.

Gli award

Durante la mattinata all’Hotel Continental le otto startup ammesse alla fase finale hanno presentato il proprio pitch davanti a una giuria composta dai partner di We Start, da esperti e consulenti.

A Hand?App, ideata da Carla Coppola, sono andati i riconoscimenti messi in palio da Campania NewSteel, incubatore d’imprese certificato napoletano, che ha offerto una postazione di coworking e un percorso di accompagnamento, e da “Heroes, meet in Maratea”, il più grande evento del bacino euromediterraneo su imprese e innovazione, che consentirà alla startup di presentarsi durante l’appuntamento. Hand?App è un navigatore satellitare “bottom-up”: gli utenti, le persone con disabilità, possono utilizzarlo per cercare e indicare i percorsi, le attività commerciali e le esperienze più accessibili per chi si sposta su una sedia a rotelle.

Il premio di SELLALAB – percorso di incubazione di tre mesi presso la sede di Salerno – è stato invece assegnato a ONscreen, che attraverso un visore per la Realtà Virtuale, vuole aprire l’esperienza cinematografica a chiunque, anche a chi non può recarsi materialmente al cinema. ONscreen rende sociale l’esperienza della fruizione dei contenuti on demand: è possibile infatti attraverso il servizio invitare amici e conoscenti a guardare insieme il film, interagendo attraverso degli avatar.

Kard, invece, ha l’obiettivo di mandare definitivamente in soffitta i bigliettini da visita, un enorme spreco di carta e fondi, che spesso non raggiungono l’obiettivo sperato (l’88%, secondo alcune ricerche, finiscono in pattumiera dopo appena una settimana). La soluzione offerta è una lista di contatti in cloud, sempre aggiornata, e un Kard Book, una sorta di elenco telefonico del mondo. Alla startup, assegnati i premi di TIM – l’accesso alla community di TIM Open e un anno di servizi offerti gratuitamente – e di StartupEuropa, che offre consulenza per l’accesso ai bandi di Invitalia dedicati all’innovazione.

Che cosa fa YouKoala

Ad aggiudicarsi la vittoria finale del terzo We Start Challenge, YouKoala, armadio condiviso che propone una serie di kit da 8, 16 e 24 capi per neonati. Il servizio, in abbonamento, con una fee mensile, offre una soluzione economica ai neogenitori, che ricevono il kit in base alla taglia del proprio bambino e lo restituiscono nel momento in cui cresce. Tutti i capi sono in cotone organico, per rispettare la pelle dei piccoli e per salvaguardare l’ambiente, e vengono attentamente sterilizzati prima di passare alla famiglia successiva.

La mission della startup è anche ecologica: il fondatore, Vincenzo Rusciano, ci informa infatti che per ogni t-shirt prodotta occorrono 2.700 litri d’acqua. Uno spreco enorme che YouKoala promette di ridurre. Alla startup vanno anche i premi offerti da TechItalia:Lab – percorso d’accelerazione e spazi in co-working gratuiti, presso eOffice a Londra – e LVenture Group, con la possibilità di accedere alla fase finale della selezione per il programma di accelerazione di Luiss Enlabs.

Vincenzo Rusciano (YouKoala): “Siamo su Eppela”

Dopo l’assegnazione dei premi, abbiamo raggiunto Vincenzo Rusciano per porgli alcune domande sul percorso svolto finora da YouKoala e su come intende proseguire in futuro.

YouKoala vola a Londra e poi a Roma per due importanti programmi di accelerazione: quali sono le aspettative?

«Grandissime aspettative, perché in entrambi i casi troveremo competenze di altissimo livello, persone che per mestiere e per passione possono aiutarci a fare quello di cui abbiamo bisogno oggi: crescere il più rapidamente possibile. Roma e soprattutto Londra sono due mercati su cui YouKoala può avere un buon riscontro. È qui infatti che troviamo le famiglie del nostro target: a loro possiamo offrire la possibilità di risparmiare in termini economici e di tempo».

YouKoala è su Eppela, con una campagna di crowdfunding. Dicci di più.

«Sì, stiamo raccogliendo 5k su Eppela, più per validare l’idea di mercato che per una vera esigenza di fondi. A 25 giorni dalla chiusura della campagna siamo vicini all’obiettivo del 20% dei fondi raccolti. Offriamo diversi tipi di ricompense, dal semplice ringraziamento per le offerte più basse, alla maglietta di cotone organico con il logo YouKoala, ma soprattutto la possibilità di aggiudicarsi il kit “premium”, che normalmente costa 59 euro al mese, a 40 euro».

Antonio Ricciardi: “Soddisfatti del percorso, ora dobbiamo fare di più”

Tra gli animatori del We Start Challenge e vicepresidente dell’associazione Impact, Antonio Ricciardi ha oggi moderato l’appuntamento a Napoli. Gli abbiamo chiesto un bilancio di questa terza edizione e gli obiettivi per il futuro.

Antonio, facciamo un bilancio di questo terzo We Start Challenge.

«Ho voluto chiudere la giornata di oggi con la frase “Find your Why and align your life”, e cioè trova il tuo perché e allinea la tua vita di conseguenza. In questo intenso percorso di poco più di un mese, credo che siamo riusciti ad aiutare le startup, alcune più di altre, a trovare il loro Why, la loro reale ragion d’essere. Abbiamo poi provato ad allineare a quel valore il percorso compiuto dai vari team. Il tempo era poco, certo, ma credo che siamo riusciti a trasmettere tanto, grazie ai nostri coach e a chi ci ha affiancato in questo percorso».


Fonte: Startupitalia