Verso la legge per abolire la tariffazione a 28 giorni di telefonia e tv



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La vicepresidente del gruppo Pd alla Camera Alessia Morani ha depositato questa mattina una proposta di legge per abolire la tariffazione a 28 giorni imposta dagli operatori di telefona fissa e di pay tv, chiedendo al Parlamento di intervenire con rapidità.

Il testo non disciplina solo la fatturazione mensile ma consegna maggiori poteri alle autorità di vigilanza, aumentando anche gli importi delle sanzioni che queste possono elevare e mettendole in condizione di esigere la restituzione degli importi che gli operatori hanno percepito non osservando la nuova fatturazione quando diventerà effettiva.

Un intervento che si sovrappone a quello con cui, a metà del mese di settembre appena trascorso, il commissario Francesco Posteraro dell’Autorità per le garanzie nelle telecomunicazioni (Agcom) ha deciso di avviare un procedimento contro gli operatori di telefonia mobile, un contesto diverso ma un segnale chiaro per la tutela dei consumatori.

Alessia Morani ha commentato “proponiamo una rimodulazione delle sanzioni e un loro aggiornamento, visto che in vent’anni gli introiti delle compagnie sono significativamente saliti e oggi le sanzioni non fungono più da deterrente“, rimodulazione che prevede multe da 500 mila a 5 milioni di euro. Inoltre, e solo per quegli operatori che incapperanno nelle ammende, sono previsti rimborsi per i clienti non inferiori ai 50 euro.

Sorridono le associazioni in difesa dei consumatori che da tempo portano avanti battaglie simili anche nei confronti degli operatori di telefonia mobile e, anche in questo ambito, la Camera si sta muovendo verso qualcosa di concreto.

Michele Meta, presidente Pd della commissione Trasporti, poste e telecomunicazioni della Camera, ha ottenuto l’approvazione di una risoluzione contro la fatturazione a 28 giorni applicata dagli operatori mobili.

Anche in questo caso il governo dovrebbe “assumere iniziative normative, nell’ambito della manovra di bilancio per il 2018, per impedire che gli operatori telefonici e di telecomunicazione adottino una cadenza di fatturazione che non abbia come base il mese o un suo multiplo“.

Se la pratica non verrà fermata in tempo”, ha detto Meta “c’è il rischio che altri settori la mutuino in fretta, perché la furbizia è purtroppo contagiosa. Se è legittima l’aspirazione al profitto da parte delle aziende, lo è ancora di più il diritto dei cittadini alla trasparenza. Chi vuole aumentare le proprie tariffe lo faccia dunque alla luce del sole, sottoponendosi al giudizio del mercato, e non tramite accorgimenti ingannevoli che finiscono per danneggiare soprattutto i consumatori più indifesi“.


Fonte: WIRED.it