Le auto a energia solare in gara nel deserto australiano



Partita la World Solar Challenge, manifestazione dedicata allo sviluppo di veicoli a energia solare che punta a individuare soluzioni per futuri mezzi di trasporto sostenibili

Ha preso il via domenica la Bridgestone World Solar Challenge 2017, quattordicesima edizione della manifestazione che raggruppa auto a energia solare sviluppate da team universitari, startup, scuole liceali e imprese. La gara è partita da Darwin, nello stato del Northern Territory dell’Australia e si concluderà domenica ad Adelaide, capitale del South Australia, attraverso un percorso che collega il nord al sud del continente: 3.022 chilometri nel bel mezzo del deserto.

Al via 42 prototipi provenienti da oltre 20 paesi (niente Italia, però), numeri in crescita rispetto alle ultime edizioni che si susseguono ogni due anni (era triennale, invece, dal 1987 al 1999): “Questo è il 30° anniversario della World Solar Challenge e l’attenzione cresce, anche grazie alle nuove regole che consentono di ridurre lo spazio per i pannelli solari senza limitare le dimensioni delle auto”, spiega Chris Selwood, direttore della gara.

Tre le classi in gara (Challenger, Cruiser e Adventure), con i team alla guida delle macchine che vanno da un minimo di due al massimo di quattro piloti e orario di viaggio incluso tra le 8 di mattina e le 5 del pomeriggio, con soste lungo il percorso durante le quali è consentita la manutenzione ordinaria del mezzo ma non eventuali riparazioni.

Nata dall’idea del 73enne Hans Tholstrup, avventuriero danese che per primo circumnavigò l’Oceania in barca, per poi progettare The Quiet Achiever, primo veicolo solare col quale percorse i 4.052 km che separano Sydney da Perth, la World Solar Challenge è un’iniziativa sponsorizzata (con 250mila dollari australiani, poco più di 165mila euro) anche dal Northon Territory per sensibilizzare pubblico e aziende sulla necessità di pensare e investire nell’innovazione solare per macchine e per gli abitanti.

L’obiettivo dei partecipanti non è infatti solo arrivare primi al traguardo, ma anche e soprattutto realizzare veicoli che, con le modifiche del caso, potrebbero essere soluzioni praticabili per trasporti sostenibili.


Fonte: WIRED.it