Ecco come limitare l’aumento della temperatura globale a 1,5 gradi



Come si potrebbe fare per raggiungere l’obbiettivo dell’Accordo di Parigi di limitare entro il 2100 l’aumento della temperatura globale a 1,5 gradi? A provare a rispondere sulla pagine di Nature Climate Chance è un nuovo studio del team di ricercatori dell’International Institute for Applied System Analysis, che hanno per la prima volta esaminato come condizioni socioeconomiche, disuguaglianze economiche e sociali, consumo energetico mondiale e cooperazione internazionale potrebbero influenzare la fattibilità del raggiungimento di questo obiettivo. “Uno degli obiettivi dell’accordo di Parigi è quello di limitare il riscaldamento a 1,5 gradi, ma gli studi scientifici si sono concentrati sull’aumento della temperatura globale di 2 gradi. Questo studio, ora, colma questa lacuna e analizza in che modo il cambiamento climatico può essere portato al limite di 1,5gradi ”, spiega l’autore della ricerca, Joeri Rogelj.

I ricercatori hanno utilizzato sei modelli di valutazione, ciascuno dei quali ha tentato di creare scenari che limitano il riscaldamento a 1,5 ° C, secondo i cinque cosiddetti Shared Socioeconomic Pathways (Ssp). In parole semplici, gli Ssp, sviluppati precedentemente dallo stesso team di ricercatori, esaminano le condizioni in base alle quali questo obbiettivo può essere raggiunto e, quindi i diversi modi in cui il mondo e la società potrebbero agire. Dai risultati è emerso che gli scenari più promettenti mostravano un rapido allontanamento dall’uso di combustibili fossili verso fonti di energia a basse emissioni di carbonio, un consumo ridotto dell’energia e la rimozione della CO2. Mentre, come ostacoli fondamentali al raggiungimento dell’obiettivo sono emerse le forti disuguaglianze sociali ed economiche, l’uso continuo di combustibili fossili e le scarse politiche climatiche a breve termine. “La nostra valutazione mostra in particolare l’enorme valore di perseguire uno sviluppo sostenibile per raggiungere gli obiettivi estremamente bassi del cambiamento climatico. D’altra parte, la frammentazione e le forti disuguaglianze probabilmente andranno di pari passo con i bassi livelli di innovazione e produttività, e quindi potrebbero allontanarci dall’obiettivo di 1,5 ° C”, spiega il coautore Keywan Riahi.

Per esempio, secondo alcuni scenari, entro il 2030 le emissioni di gas serra avranno già raggiunto il picco e iniziato un declino. Il consumo di energia sarà limitato migliorando le misure di efficienza energetica: per esempio nei modelli in cui la crescita economica e demografica continua a crescere la domanda di energia nel 2050 per esempio sarebbe limitata al 10-40% rispetto ai livelli del 2010. Le bioenergie e altre tecnologie di energia rinnovabile, come l’energia eolica, solare e idroelettrica, aumenteranno nei prossimi decenni, costituendo almeno il 60% della produzione di elettricità entro la metà del secolo. L’uso del carbone, quindi, scenderà a meno del 20% dei livelli attuali entro il 2040 e il petrolio verrà gradualmente eliminato entro il 2060. Inoltre, le tecnologie a emissioni negative, come la bioenergia con cattura e stoccaggio del carbonio (Beccs) saranno considerate come strumenti per rimuovere ulteriormente l’anidride carbonica dall’atmosfera.

Questi risultati saranno ora utilizzati dalla comunità scientifica come punto di partenza per ulteriori ricerche. “Lo studio fornisce ai governi e al grande pubblico informazioni chiave su alcune delle condizioni necessarie per raggiungere obiettivi così rigorosi di protezione del clima, conclude Rogelj, sottolineando tuttavia che gli scenari possono solo prendere in considerazione la fattibilità tecnologica ed economica e che nel mondo reale, altri fattori, come la cooperazione internazionale possono avere un grande effetto sul raggiungimento dell’obiettivo. “I politici dovranno tenerne conto”.


Fonte: WIRED.it