Jaguar E-Pace, la prova su strada



Il nostro test drive del nuovo suv compatto della casa inglese, tra tornanti e sterrati nel sud della Corsica

Porto Vecchio (Francia) – Se c’è un tipo di auto che da più di un decennio non conosce crisi, questo è il suv. In uno scenario in cui anche le case automobilistiche che mai ne avevano prodotto scendono in campo (vedi Maserati, Alfa Romeo e persino Lamborghini), Jaguar già da tempo aveva introdotto il suo primo modello suv, la F-Pace. Premiata dai consumatori, con 3500 unità vendute nel primo anno, la casa inglese ci ritenta ora con la più piccola E-Pace.

Una scommessa facile facile, visto che il segmento dei suv compatti è cresciuto del 18% nel mondo nell’ultimo triennio e si prevede un ulteriore incremento del 23% tra oggi e il 2023. Il piccolo giaguaro, come piace definire la macchina agli stessi produttori, riprende il design della sorella maggiore, ma con forme più arrotondate, ed è già disponibile sul mercato italiano (i primi esemplari sono stati consegnati proprio in questi giorni ai clienti che li avevano ordinati qualche mese fa).  La E-pace si rivolge a un pubblico giovane, diverso da quello abituale della casa inglese: piccole famiglie, giovani coppie, single in carriera (uomini e donne), studenti di buona famiglia.

Si stima infatti che l’80% degli acquirenti saranno nuovi clienti per il marchio Jaguar.

La E-Pace, in versione standard o nell’allestimento sportiveggiante R-Dynamic, è disponibile nelle varianti S, SE e HSE, con cinque diverse motorizzazioni, tre diesel e due benzina. Il motore diesel Ingenium 2,0 litri quattro cilindri è da 150, 180 e 240 cavalli, mentre i due motori benzina sono sempre 2,0 litri quattro cilindri, ma erogano potenze superiori: 249 o 300 cavalli.

I prezzi partono da 36.800 euro e arrivano facilmente a 50-60 mila con le configurazioni full optional. Nella nostra prova, peraltro, abbiamo guidato le due rispettive versioni top di gamma, la 240 cv diesel e la 300 benzina.

Come si comporta su strada, dunque, la E-Pace? Tra i tornanti e gli sterrati del sud della Corsica, abbiamo macinato chilometri e testato il piccolo suv sia in condizioni di guida normali sia in fuoristrada. La posizione di guida è piuttosto alta, come si conviene appunto a questo tipo di auto, e permette di avere il controllo totale su tutta la strumentazione al volante e sull’impianto multimediale. Comfort e insonorizzazione sono ad alti livelli, mentre gli interni sono ben rifiniti e lussuosi, a parte qualche dettaglio come il cassetto portaoggetti che risulta un po’ “leggerino”.

(foto: Stefano Priolo – Wired)

Sull’asfalto il motore risponde con prontezza (il diesel ci è sembrato anche più  equilibrato e morbido) e il cambio automatico a 9 rapporti si è dimostrato abbastanza fluido, nonostante qualche congenita scalata brusca, evitabile usando la modalità sequenziale e facendo da sé.

Tra i dispositivi di sicurezza, Active Driveline dà una sensazione di guida con la trazione posteriore, mantenendo però aderenza ottimale attraverso l’invio della coppia a ciascuna ruota in base alle esigenze. Sulle superfici a scarsa aderenza, consente al guidatore di sovrasterzare e mantenere lo slittamento sotto controllo, utilizzando tutta la trazione disponibile di ogni ruota. Ce ne siamo accorti in un tornante ghiacciato (affrontato comunque in tutta sicurezza a bassa velocità). La trazione integrale, comunque, si può disattivare per risparmiare sui consumi di carburante e si riattiva in 0,3 secondi.

Sotto i 30 km/h, in condizioni scivolose di sterrato o neve, la modalità All Surface Progress Control (ASPC), una sorta di cruise control per la bassa velocità nelle situazioni di scarsa aderenza, accelera e regola la velocità da sola e ti fa uscire dalle situazioni delicate. L’abbiamo messa alla prova sulla sabbia (accelerando in curva) e ha funzionato regolarmente.

Tra i sistemi di connettività di bordo, c’è il touchscreen da 10 pollici configurabile come un tablet (di serie), l’hotspot 4G, la connessione con le app dello smartphone e l’assistenza da remoto. Due parole sull’abitabilità: anche se da fuori non si direbbe, le dimensioni non sono banali, e permettono a cinque persone di stare comode e di poter usufruire di un bagagliaio con una capacità di 577 litri. 

Un’ultima curiosità: il design è ispirato davvero al cucciolo di giaguaro, con i fanali che sono gli occhi e le ruote particolarmente larghe che vogliono richiamare le grosse zampe del felino. Nella fascia di oscuramento del parabrezza c’è persino un disegno di una famigliola di felini (vedi gallery): piccoli dettagli che fanno aumentare il senso di appartenenza del cliente.


Fonte: WIRED.it