Giorgetto Giugiaro disegna una macchina elettrica per i suoi 80 anni

Giorgetto Giugiaro disegna una macchina elettrica per i suoi 80 anni



Se per il suo compleanno Gian Paolo Dallara si è regalato un’auto sportiva coi fiocchi, il celebre designer italiano Giorgetto Giugiaro non vuole essere da meno: nel 2018, anno in cui compirà 80 anni (li festeggerà il 7 agosto), la matita italiana firmerà lo stile di una vettura elettrica a tiratura limitata, realizzata in collaborazione con un costruttore cinese di cui non è stato rivelato il nome. Lo ha confermato lo stesso Giorgetto in un’intervista rilasciata ad Automotive News: se Dallara ha puntato tutto sulle prestazioni, Giugiaro sta mettendo al centro del progetto comodità ed ergonomia.  

“Alla mia età i valori di accelerazione e velocità massima di un’automobile non sono più così eccitanti”, ha dichiarato il designer. “Le ammiraglie moderne sono disegnate per essere più basse e filanti e spesso bisogna chinare la testa per salirci o scendere. Una cosa che ho sempre odiato anche quando ero più giovane”. Parole che delineano l’identità di un mezzo lungo circa 5 metri che sarà presentato al Salone di Ginevra del prossimo marzo e si ispirerà ai contenuti tecnologici della Tesla Model S.  

Giugiaro ammira quanto fatto dal costruttore americano per semplificare il ponte di comando dei suoi prodotti, dove tutte le funzioni sono racchiuse in un unico touchscreen: una soluzione che lo stilista di Garessio (Cuneo) vuole riprendere e migliorare. I passeggeri avranno infatti a disposizione un doppio pannello - uno per chi siede davanti e uno per chi sta dietro - collegato a un supporto orientabile di modo che ogni occupante possa posizionare lo schermo nella maniera che preferisce. 

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Chevrolet Corvair Testudo (1963)  

Si parlava di problemi di accessibilità: per risolverli Giugiaro ha previsto che le portiere posteriore della sua auto abbiano l’apertura ad ali di gabbiano, come quelle della celebre Gullwing della Mercedes. Mentre per chi siede davanti è attesa una “soluzione innovativa” che consentirà di evitare gli odiati contorsionismi: sarà ispirata dalla Chevrolet Corvair Testudo del 1963, prototipo disegnato da un giovanissimo Giugiaro per Bertone. L’americana in particolare si distingue per portiere, parabrezza e tetto del veicolo fuse insieme in una specie di coperchio basculante incernierato a livello del cofano motore. 

Uno dei tanti, strepitosi mezzi, ideati da quello che nel 1999 è stato definito come il designer automobilistico più importante del secolo scorso da una giuria internazionale di esperti: nella sua carriera, iniziata nel 1955 in Fiat quando aveva 17 anni, Giugiaro ha firmato mezzi come Alfa Romeo Alfasud, Fiat Panda e Uno, BMW M1, De Lorean DMC12, De Tomaso Mangusta, Maserati Ghibli e Lotus Esprit

Nel 1968 Giugiaro fonda Italdesign a cui Volkswagen affiderà il progetto della prima generazione della Golf: la storia narra che i vertici tedeschi chiesero al creativo italiano di dare vita ad un’auto che si rifacesse a modelli come la Fiat 127, con motore e trazione anteriore (in quegli anni Volkswagen stava mandando in pensione la vetusta Maggiolino, con propulsore posteriore a sbalzo sul retrotreno e trazione posteriore). 

Il rapporto fra VW e la firma italiana è sempre stato molto solido, tanto che a metà nel 2010 il colosso tedesco ha acquisito il 90% di Italdesign. Il resto è rimasto in mano alla famiglia Giugiaro fino al 2 luglio 2015, quando è stata ceduta anche la rimanente quota e Giorgetto ha rinunciato a tutte le cariche che ricopriva: un’operazione portata a termine al culmine della lotta intestina in VW fra l’amministratore delegato del Gruppo, Martin Winterkorn, e Ferdinand Piëch, fra gli azionisti di maggioranza, discendente della famiglia Porsche e presidente del consiglio di sorveglianza di Volkswagen; un incarico che Piech ha lasciato ad aprile 2015, pochi mesi prima dello scoppio del dieselgate. 

Nello stesso anno Giorgetto e il figlio Fabrizio hanno fondato la GFG Style, che ha recentemente curato il design della cinese Techrules Ren, un prototipo elettrico con sei motori, una turbina, 1.305 CV di potenza e un'autonomia di ben 2 mila chilometri. Dall’inizio dell’attività GFG ha deliberato lo stile di 4 modelli, 3 per costruttori cinesi e uno per una marca nipponica. Una chiara indicazione di dove si sta polarizzando l’industria automobilistica mondiale. 

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