Tesla, in Australia è pronta la più grande batteria al mondo. Ma l’azienda brucia 8.000 dollari al minuto

Tesla, in Australia è pronta la più grande batteria al mondo. Ma l’azienda brucia 8.000 dollari al minuto



In Australia, Elon Musk ha “vinto” una scommessa da 50 milioni di dollari americani. Aveva garantito che se la sua Tesla non fosse riuscita ad installare la più grande batteria agli ioni di litio al mondo in 100 giorni si sarebbe accollato il costo dell’operazione, pari 50 milioni di dollari. Ieri, però, la batteria è stata completata e l’imprenditore californiano ha festeggiato il traguardo su Twitter. Nei prossimi giorni si saprà anche se l’accumulatore da 100MW è perfettamente funzionante.  

La mastodontica batteria Powerpacks fa parte del progetto di stabilizzazione energetica varato dalle autorità del paese dopo i problemi registrati dalla rete. L’apparecchiatura è collegata al parco eolico da 99 turbine della società francese Neoen e dovrebbe immagazzinare energia sufficiente per soddisfare le esigenze di 30.000 abitazioni. 

REUTERS

Nonostante i roboanti annunci sul camion elettrico Semi e sulla nuova Roadster, però, la situazione dell’azienda non è così rosea. Musk e Tesla, almeno stando a Bloomberg ed all’ex numero due di General Motors Bob Lutz, hanno bisogno di buone notizie. Ma soprattutto hanno (o avrebbero) bisogno di liquidità.  

Gli analisti dell’agenzia americana hanno calcolato che negli ultimi 12 mesi il costruttore californiano di auto elettriche ha “bruciato” 8.000 dollari al minuto, cioè quasi mezzo milioni di dollari all’ora. Bloomberg ha anche fissato per il 6 agosto del 2018 il giorno in cui Tesla rimarrà senza fondi. Una previsione magari azzardata, anche se non per Kevin Tynan (Bloomberg Intelligence), secondo il quale entro l’estate dell’anno prossimo la casa di Palo Alto avrà bisogno di una nuova iniezione di fondi: non meno di due miliardi di dollari. 

La rete televisiva Cnbc ha invece raccolto l’opinione di Bob Lutz, manager americano nato a Zurigo. “La società sta andando fuori mercato. A questo ritmo non arriva al 2019”, ha dichiarato. L’85enne dirigente è sempre stato scettico nei confronti del marchio ed ha rilevato come Tesla non abbia un vero vantaggio competitivo rispetto agli altri produttori che si stanno lanciando nel mercato delle auto elettriche. Tutti, infatti, impiegano le stesse batterie agli ioni di litio. Come GM, anche Tesla investe un miliardo di dollari al trimestre, solo che è ben lontano dai suoi volumi, necessari per sostenere tutti i costi. E Musk è impegnato anche nell’alimentare continuamente il mercato perché ha bisogno della fiducia per non far scappare gli investitori. La scommessa australiana vinta serve anche a questo: a far dimenticare le difficoltà del momento, come i ritardi nella regolare produzione di Model 3. 

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