Auto elettriche, la sfida si sposta sulle batterie. E l’Europa vuole un consorzio

Auto elettriche, la sfida si sposta sulle batterie. E l’Europa vuole un consorzio



La partita della mobilità elettrica del futuro si giocherà soprattutto sulle batterie e le relative tecnologie: lo sanno le case automobilistiche, lo sanno i fornitori di componenti e lo sa l’Europa. Attualmente il vecchio continente è quello più indietro sotto il profilo dello sviluppo e della produzione di accumulatori, specie a confronto con le realtà asiatiche: nell’elenco ci sono le giapponesi Panasonic e NEC, le coreane LG e Samsung e le cinesi BYD e CATL

È da queste aziende che arriva la maggior parte delle batterie per auto elettrificate (elettriche e ibride). Mentre l’americana Tesla è stata antesignana delle “Gigafactory”, i complessi industriali a basso impatto ambientale per la produzione di battery-pack, che anche Daimler vuole assemblare in giro per il mondo.  

Realtà produttive incentivate pure dalla diminuzione dei costi, passati dai 1.000 dollari/kW del 2010 ai 227 dello scorso anno: un dato che si riflette positivamente anche sul prezzo finale dei veicoli, rendendoli più appetibili. Va detto che alla diffusione dei veicoli green, oltre allo scandalo emissioni diesel, contribuiranno i limiti di circolazione per le vetture con motore termico che molte città europee stanno vagliando da tempo. 

L’Europa vuole un consorzio  

Per questo la UE vorrebbe recuperare il terreno perso nei confronti di Asia e America mettendo in piedi una sorta di consorzio europeo con cui far nascere delle sinergie tecnologiche per l’innovazione e la produzione di batterie. “La nostra ambizione è quella di creare una vera filiera europea, una catena di valore che includa anche il riciclo”, ha recentemente spiegato Maros Sefcovic, vice presidente della Commissione Europea.  

Proprio lo scorso mercoledì ha avuto luogo a Bruxelles un primo incontro fra istituzioni e aziende a cui erano invitati i rappresentati di Renault, Daimler, BASF (gruppo tedesco della chimica), Siemens, Continental AG e Volkswagen. Per gli analisti di Bernstein Research una realtà europea in grado di sostenere i costi di sviluppo e fabbricazione delle batterie per EV costerebbe più di 25 miliardi di euro. 

La coreana LG costruisce la sua Gigafactory in Polonia  

Mentre l’UE pensa al da farsi, la LG si prepara ad aprire la più grande fabbrica europea di batterie agli ioni di litio: sarà situata in Polonia e attiva già dal prossimo anno per soddisfare la domanda di un mercato, quello delle auto elettrificate, destinato a una forte espansione commerciale. 

Per questo LG Chem (la divisione dedicata all’industria chimica del colosso di Seul) arriverà a spendere 1,4 miliardi di euro per costruire l’impianto, situato vicino la città di Breslavia, a 190 km col confine tedesco. Una scelta geografica assolutamente strategica visto che la sola Volkswagen è pronta a investire oltre 20 miliardi di euro da qui al 2030 nei veicoli a emissioni zero e a produrre 3 milioni di EV all’anno entro il 2025. 

Come riporta Reuters, la fabbrica polacca della LG avrà un suo centro interno di ricerca e sviluppo (in cui lavoreranno 400 ingegneri specializzati) e potrà produrre 100 mila batterie all’anno già dal 2018, dando lavoro a 2.500 dipendenti.  

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