Catalogna, il prefetto chiede scusa per le violenze della polizia e l’Ue teme la guerra civile



Manifestazione di protesta a Barcellona dopo i fatti del 1° ottobre 2017, in occasione del referendum (Foto: EFE/Susanna Saez/LaPresse)

Il rumore del referendum del primo ottobre per l’indipendenza della Catalogna è ancora lungi dall’esaurirsi.

Gli ultimi giorni sono stati pieni di colpi di scena, a partire dalla notizia del 4 ottobre secondo cui il capo dei Mossos d’Esquadra Josep Lluis Trapero è stato indagato per sedizione (sommossa) e che questa mattina è stato ascoltato da un tribunale madrileno che, in sintesi, gli contesta di non avere supportato la Guardia Civil durante le manifestazioni e i disordini, quando gli uomini ai suoi ordini si sarebbero schierati con i manifestanti. Ora rischia fino a 15 anni di reclusione, anche perché il capo della polizia catalana in passato ha già disobbedito agli ordini di Madrid.

Il prefetto di Barcellona Josep Enric Millo ha chiesto pubblicamente scusa per le ondate di violenza che hanno caratterizzato il referendum e un giudice catalano ha disposto un’inchiesta per stabilire le responsabilità.

Nel frattempo il presidente catalano Carles Puigdemont ha annunciato che martedì prossimo interverrà in Parlamento e, per il momento almeno, i segnali di distensione che invia si limitano al dialogo, senza fare retromarcia sulla possibilità di dichiarare l’indipendenza sancita dal voto del primo ottobre e che avrebbe annunciato lunedì prossimo, se la corte Costituzionale non avesse cassato il suo intervento.

Parapiglia economico finanziario
Al di là dei colpi di scena che si susseguono, questa mattina il governo spagnolo ha approvato un decreto che facilita lo spostamento delle aziende dalla Catalogna ad altre zone della Spagna.

Il timore di restare fuori dall’Ue se l’indipendenza catalana prendesse forma è diffuso, tant’è che la CaixaBank – terzo istituto di credito spagnolo – sta programmando il trasferimento della propria sede legale a Palma di Maiorca. Il Banco Sabadell, tra i principali istituti di credito spagnoli, ha deciso di spostare la sede sociale da Sabadell, in Catalogna, ad Alicante, in Valencia. Anche il Banco Mediolanum ha optato per il trasferimento della propria sede di Barcellona a Valencia.

Il Fondo monetario internazionale (Fmi) è preoccupato che la situazione possa avere ricadute sull’economia iberica, con calo dei consumi e degli investimenti dovuti all’incertezza.

L’Ue aggiunge peso al carico e ha comunicato di temere una guerra civile. Il commissario europeo al Bilancio Günther Oettinger ha espresso rammarico per la situazione che sta sfuggendo di mano e sta invadendo ogni aspetto della vita della Spagna e del suo popolo, con derive persino nel mondo dello sport.


Fonte: WIRED.it