Una città americana vuole cambiare nome in… Amazon

Una città americana vuole cambiare nome in… Amazon



Amazon sta cercando da tempo una città degli Stati Uniti dove realizzare il suo secondo quartier generale dopo quello di Seattle. Per Jeff Bezos si tratta di una scelta cruciale per il futuro della società, tanto che ha scelto di pubblicare un annuncio rivolto a tutte le comunità interessate ad accogliere la proposta, specificando i requisiti che dovranno soddisfare per essere prese in considerazione e i vantaggi di cui godranno con l’arrivo del gruppo.

Su quest’ultimo il quadro è chiaro, con la compagnia che mette sul piatto investimenti sul medio-lungo periodo pari a 5 miliardi di dollari e la creazione di decine di migliaia di posti di lavoro, con l’obiettivo di arrivare fino a 50.000 dipendenti che – dettaglio da non sottovalutare – “saranno pagati molto bene“.

Le cifre, in entrambi gli ambiti, sono da capogiro e hanno creato una sfida tra tante città, incluse Chicago, Phoenix, Philadelphia, Austin e Atlanta, anche perché tra le condizioni principali volute da Amazon c’è l’esigenza di contare su un’area di circa 165 ettari vicino a un aeroporto internazionale, con un ottimo sistema di trasporto pubblico e un’area metropolitana con almeno un milione di abitanti e un’alta qualità di vita, in grado di attrarre i futuri dipendenti (inclusi una parte degli oltre 40.

000 che al momento lavorano nei 33 edifici del quartier generale di Seattle, ai quali sarà offerta la possibilità di trasferirsi o meno nella nuova sede).

Elemento prioritario, poi, resta sempre l’insieme di incentivi fiscali come crediti d’imposta e riduzioni della tasse che la città destinataria possa garantire a Bezos, che già a metà anni Novanta optò per Seattle e lo stato di Washington mentre la stragrande maggioranza dei pionieri del mondo hi tech andavano diretti in California.

Ecco, allora, che questo diventa un appiglio per molte comunità lontane dai requisiti base ma pronte a tutto pur di convincere la compagnia.

L’esempio più creativo e convincente è arrivato da Stonecrest, cittadina della Georgia, che la settimana scorsa ha approvato il piano per privarsi di circa 140 ettari di terreno chiedendo all’assemblea generale dello Stato di utilizzarli per fondare il quartier generale di Amazon. Ma questo è solo primo passo, perché la città nata lo scorso anno dal distacco con la confinante Lithonia è pronta a cambiare nome ribattezzando il luogo Amazon.

Diverse importanti città americane vogliono Amazon ma nessuno ha l’opportunità di eguagliare la nostra offerta“, ha dichiarato Jason Lary, sindaco di Stonecrest, secondo cui sarà difficile per la società “rifiutare una sede che si chiama con il suo stesso nome“.

In attesa della decisione di Amazon, che fino al 19 ottobre accetterà le proposte per annunciare la scelta il prossimo anno, sembra in dirittura d’arrivo quella di Google per realizzare la prima città hi tech, che dovrebbe sorgere a Toronto. A quanto riporta il Wall Street Journal, le due parti sono concordi sull’intera linea del progetto Quayside, che porterà alla nascita di un quartiere smart lungo il lato orientale del lago Ontario.

Sidewalk Labs, divisione di Alphabet dedicata allo sviluppo di tecnologie urbane, è stato individuato dall’agenzia Waterfront Toronto (che sovrintende il progetto) come partner preferito e la conferma definitiva dovrebbe arrivare il 20 ottobre. Dopo oltre un anno di ricerche del luogo adatto, quindi, sarà il Canada a battezzare la prima Google-city.


Fonte: WIRED.it