Project Loon, i palloni aerostatici di Google in soccorso di Porto Rico



Potrebbero essere i palloni aerostatici di Google la soluzione per riportare connettività Wi-Fi a Porto Rico, paese devastato dall’uragano Maria, che ha causa 24 morti e migliaia di sfollati oltre alla distruzione di case e infrastrutture, incluse quelle per la comunicazione. Proprio il blackout di queste ultime ha lasciato al buio (oltre che senza acqua potabile) la stragrande maggioranza dei 3,5 milioni di cittadini dell’isola, impossibilitati a contattare amici e parenti. Il presidente Trump ha promesso aiuti immediati, che però tardano ad arrivare: Porto Rico è un protettorato americano e nell’ultimo referendum consultivo del giugno scorso, segnato dall’ampia astensione, il 97% dei cittadini ha votato per diventare il 51° stato Usa; un rimedio efficace potrebbe rivelarsi l’azione dei palloncini che sorvolano il cielo a un’altitudine di circa 65mila piedi consentendo la connettività a una moltitudine di persone che si trovano a terra, come dimostrato nei test effettuati negli anni scorsi.

Stiamo lavorando con le autorità portoricane per vedere se c’è un modo per utilizzare i palloncini Loon e portare provvisoriamente connettività per l’emergenza dell’isola“, ha spiegato al sito americano Mashable un portavoce di X, la divisione di Alphabet dedicata allo sviluppo di innovazioni tecnologiche futuristiche, come le spedizioni con veicoli volanti (Project Wing) l’auto con il pilota automatico (Waymo) e il nuovo corso legato alle aziende e alla realtà aumentata dei Google Glass.

In favore di Project Loon ci sono le esperienze passate che hanno dato buoni risultati. In particolare quella del maggio scorso in Perù, con una vasta area del paese sommersa dalle inondazioni e privata dell’energia elettrica. Per Alastair Westgarth, a capo del progetto Loon, le colonne di palloncini inviate nel paese sudamericano hanno consentito a decine di migliaia di persone di connettersi a internet: “Sono stati inviati più di 160GB di dati su un’area di circa 40 chilometri quadrati, e abbastanza dati per l’invio e la ricezione di circa 30 milioni di messaggi WhatsApp o 2 milioni di email“, si legge nella nota rilasciata sul blog di X.

Tuttavia lo scenario che si presenta in Porto Rico appare differente, anche perché nel primo caso, prima ancora delle forti precipitazioni, i tecnici di X erano già al lavoro insieme alla società di telecomunicazioni locale Telefonica. Un elemento cruciale, che ha permesso di velocizzare le procedure, mentre sull’isola caraibica bisogna iniziare tutto da zero. Senza l’integrazione con un fornitore di telecomunicazioni i palloncini non possono infatti trasmettere alcun segnale.

Con Facebook che ha annunciato l’invio di una squadra per accelerare i lavori per il ripristino delle infrastrutture e una donazione di 1,5 milioni di dollari, tra i primi a muoversi c’è stata Tesla, che ha inviato sull’isola decine di unità Powerball 2 da 13,5 kWh, batteria da collegare ai pannelli solari per accumulare l’energia che serve per riportare a regime gli ospedali e gli impianti dove sono stati riuniti gli sfollati.


Fonte: WIRED.it