“Porto Internet dove non c’è”



Arrivare nelle zone più isolate o con pochi abitanti, dove gli altri gestori non ci sono. È la mission di un’azienda tutta italiana, EOLO, che ha messo in piedi una delle reti wireless fisse a banda ultralarga più estese al mondo

Tutto nasce da un esperimento. La storia di EOLO comincia dieci anni fa a Casciago, una cittadina a pochi chilometri da Varese. Lì abita Luca Spada, fondatore e ora presidente e amministratore delegato dell’azienda. Ingegnere delle telecomunicazioni di formazione, Spada abitava in una zona non servita dall’Adsl. Così decide di fare di necessità virtù e, insieme al suo vicino Rinaldo Ballerio, titolare dell’azienda Elmec (che ora possiede il 45% di EOLO), mette in piedi un esperimento: dalla Elmec triangola una connessione wireless a una stazione radiobase che si trova sul tetto del Grand Hotel Campo dei Fiori sul Monte Tre Croci fino alla sua abitazione. È così che quella stessa sera Spada e Ballerio navigano a 20Mb al secondo.

Da quel giorno la rete wireless EOLO, basata solo su ripetitori radio e indipendente dal gestore nazionale Telecom, non si è più fermata. La sua mission: portare il miglior servizio di connettività nei territori più isolati e scarsamente abitati del nostro Paese, quelli che le altre imprese di servizi considerano “a fallimento di mercato”.

Oggi, dieci anni dopo l’installazione della prima antenna BTS, la tecnologia EOLOWave copre con banda ultralarga 5800 comuni in 13 regioni del Nord e del Centro Italia, per un totale di 250 mila clienti attivi. Là dove i sistemi via cavo riescono a raggiungere solo i 4 o 5 Mb/s, i clienti di Eolo possono usufruire di offerte su misura, che per i privati arrivano fino a 30 Mb/s in download e 3 Mb/s in upload, per le aziende fino a 1 Gb/s.

La storia di EOLO si misura di anno in anno, senza mai smettere di crescere. Con un fatturato di 76 milioni di euro nel 2016 (+33% rispetto al 2015), Eolo occupa 300 addetti diretti e oltre 2000 collaboratori esterni. La sua sede è in espansione, con la costruzione di 3000 m2 di uffici per lo smart working che prevedono di ospitare 400 nuovi assunti nel prossimo futuro. Il suo segreto? Scommettere in Ricerca&Sviluppo con il suo ‘Eolo Lab’, finanziato con 120 milioni di euro nel triennio 2014-2016.


Fonte: WIRED.it