Jaguar immagina l’auto (condivisa) del 2040. Partendo dal volante

Jaguar immagina l’auto (condivisa) del 2040. Partendo dal volante



Il volante del futuro? Quello concepito da Jaguar è dotato di intelligenza artificiale, connesso alla rete e… non sembra nemmeno un volante: la casa inglese ne svelerà uno scultoreo prototipo, denominato “Sayer”, al Tech Fest di Londra, in programma presso il Saint Martins College dall’8 al 10 settembre. 

Il volante Sayer è presente a bordo della “Future-Type”, concept che anticipa la mobilità del 2040, connessa e guida autonoma; tuttavia l’automobilista potrà riprendere il controllo del veicolo quando lo desidera, godendosi quel piacere di guida che molti appassionati ancora ricercano sulle strade tutte curve. Mentre a marciare in città e a trovare parcheggio penserà il pilota automatico.  

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Jaguar Future-Type  

L’abitacolo di questo prototipo è concepito per ospitare tre persone - due davanti e una dietro - e vanta le sedute girevoli per trasformarsi una sorta di salottino su ruote quando a guidare ci pensa il cervello elettronico della Future-Type. 

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Tuttavia per avere un assaggio di futuro non servirà attendere molto: già nel 2020 ogni modello Jaguar e Land Rover avrà una variante elettrificata; lo ha promesso in una nota ufficiale il numero uno del gruppo inglese, Ralf Speth. Verranno quindi sfruttata la tecnologia elettrica, plug-in hybrid (motore termico più elettrico, con batterie ricaricabili alla presa elettrica) e mild hybrid (l’ibrido più leggero ed economico, privo di mobilità “tutto elettrico”). “La nostra prima auto a emissioni zero di serie sarà una Suv performante, la Jaguar I-Pace, e arriverà il prossimo anno”.  

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Tornando al Sayer: si configura come una sorta di periferica avanzata a comando vocale che, a destinazione raggiunta, può essere separata dall’auto per diventare un “elettrodomestico” in grado di svolgere tantissime funzioni e sfruttare i servizi telematici messi a disposizione da Jaguar. Il dispositivo è anche predisposto al car sharing del futuro, fatto di veicoli elettrici a guida autonoma e connessi alla rete: nel mondo della mobilità condivisa “on demad”, il volante potrebbe diventare l’unico oggetto di proprietà dell’automobilista. 

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Nonostante l’anima futuristica, questo volante conserva inalterato l’imprinting Jaguar: col suo nome rende omaggio Malcolm Sayer, illustre designer della casa inglese che ha lavorato per il giaguaro tra il 1951 e il 1970 ed è stato il papà della mitica E-Type. A proposito di E-Type: al Tech Fest è presente anche un’interessante versione elettrica della storica sportiva tanto cara a Diabolik, capace di scattare da 0 a 100 all’ora in 5,5 secondi.  

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Jaguar E-Type elettrica  

Al posto del tradizionale 6 cilindri in linea c’è un propulsore a emissioni zero da 220 kW, installato a livello del cambio: il suo pacco batterie da 40 kWh, posizionato nel cofano anteriore, assicura un’autonomia in condizioni di guida reale di 270 km; e complessivamente l’auto pesa 46 kg in meno rispetto alla versione di partenza col propulsore endotermico. All’interno è poi presente un pannello infotelematico incastonato in una plancia realizzata completamente in fibra di carbonio. Un meraviglioso esercizio tecnico che unisce idealmente passato e futuro. 

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