Che cosa sta succedendo in Catalogna



Il presidente catalano Carles Puigdemont (D) e il vicepresidente Oriol Junqueras invocano il referendum presso il Parlamento catalano, a Barcellona, Catalogna, Spagna (Foto: EFE/Alejandro Garcia/LaPresse)

Blitz della polizia spagnola questa mattina all’alba, con uomini della Guardia Civil che hanno ispezionato gli uffici del governo catalano arrestando 14 persone, tra cui Josep Jové, segretario generale del ministero delle Finanze e braccio destro del vicepresidente Oriol Junqueras.

La prima autorità a stigmatizzare l’accaduto è stata la sindaca di Barcellona Ada Colau, che lo ha definito “uno scandalo democratico” . Proprio a Barcellona si sono verificate le più grosse proteste, con migliaia di persone a dimostrare contro il blitz delle autorità spagnole.

Cresce quindi la tensione in vista del Referèndum d’autodeterminació de Catalunya, il referendum per la l’indipendenza della Catalogna fissato per il primo ottobre e dichiarato illegale da Madrid.

Per il primo ministro spagnolo Mariano Rajoy, l’azione della Guardia Civil è l’unica risposta possibile, così come è giustificabile la serie di ispezioni che hanno coinvolto i dipartimenti del governo catalano, il centro di telecomunicazioni regionale e gli uffici di un’azienda privata che gestisce la posta, facendo incetta di convocazioni al voto destinate ai cittadini (l’80% secondo El Pais).

Lo scorso 7 settembre la Corte costituzionale spagnola aveva sospeso il decreto di convocazione del referendum, esprimendosi sulla richiesta fatta dal governo madrileno l’indomani dell’accettazione da parte del presidente della Catalogna Carles Puigdemont.

Il parlamento catalano ha deciso di ignorare lo stop imposto dalla Corte, appoggiato da circa 700 dei 950 sindaci della regione.


Fonte: WIRED.it