5 lezioni di vita (più una) imparate da BoJack Horseman

5 lezioni di vita (più una) imparate da BoJack Horseman



Con l’arrivo della quarta stagione BoJack Horseman torna a prendere il posto che gli spetta di diritto tra i migliori motivi per sottoscrivere un abbonamento a Netflix. Nell’attuale panorama seriale è difficile trovare uno show che sappia dosare così bene commedia e tragedia e che riesca a farlo in un mondo di animali antropomorfi.

Il bello di BoJack Horseman è che raccontandoci le vicende di una decadente, decaduta ed equina star hollywoodiana riesce a parlarci di noi, di ansie, angosce, paure, sfighe e situazioni che possono capitarci o ci sono capitate. Di come sia difficile far funzionare una relazione e della nostra capacità di non essere mai soddisfatti.

1. Le cose non vanno bene solo perché è la tua vita

Secondo il collega e concorrente di Princess Caroline, Rutabaga, ognuno di noi è la star del suo film personale e, come accade in ogni film, prima c’è il momento in cui siamo messi alla prova, ma alla fine trionfiamo sul male e ci godiamo il lieto fine. Be’, indovinate un po’? Non funziona così e lo scopriamo sempre con Rutabaga, quando lui e Caroline si scontrano per far ottenere la stessa parte ai propri assistiti.

Caroline è una delle protagoniste della serie tv, ma perde. Il lieto fine non arriva solo perché sei il personaggio principale della tua vita e quando accade vuol dire che qualcun altro sta vivendo l’altra faccia della medaglia.

2. Non sempre ottenere ciò che vuoi ti rende completo

Cosa vuole BoJack? Vuole essere amato, vuole essere apprezzato, vuole una storia stabile e portare sullo schermo la storia del suo idolo, il cavallo da corsa Secretariat. Bene o male riesce a ottenere tutto ciò che vuole, ma questo lo rende del tutto felice? La risposta ce la dà il finale della prima stagione, quando guarda Los Angeles dall’alto dell’osservatorio di Griffith, in silenzio, un silenzio su cui pende una grandissima domanda “Ok, sei stimato e apprezzato, ora che si fa?”.

3. Siamo noi i responsabili dei nostri errori

Todd è spesso la spalla comica di BoJack, quello che fa cose stupide, si caccia nei guai o ha idee assurde, ma è anche il personaggio con una delle battute più importanti per capire BoJack e capire di chi è la colpa di molte delle nostre sfighe: noi. Non è la pressione dall’esterno, non sono le cattive compagne o le mille altre scuse che ci raccontiamo ogni giorno. “Noi siamo tutte le cose che sono sbagliate dentro di noi”. Anche se il nostro passato può aver condizionato il nostro futuro siamo noi che dobbiamo agire.

4. Le scuse non risolvono tutto

Il rapporto tra BoJack e Herb Kazazz, l’autore di Horsin’ Around è forse uno dei più strazianti di tutta la serie. Herb e BoJack erano molto legati, ma ovviamente il nostro caro cavallo famoso ha dovuto rovinare tutto e ha lasciato solo il suo amico nel momento di maggiore bisogno. Quando scopre che Herb sta per morire di cancro, BoJack tenta di riavvicinarsi per fare pace prima della fine e risolvere la situazione, ma Herb gli nega il perdono e lo caccia fuori di casa. Anche questa volta nessun lieto fine, perché a volte le scuse più sincere non risolvono tutto, d’altronde lo abbiamo già detto: la vita non va bene solo perché è la tua.

5. Ci vuole coraggio e a volte non basta

Una delle puntate più forti della seconda stagione è senza dubbio quella che ruota attorno alle accuse di molestie sessuali verso un famoso conduttore televisivo, con un palese riferimento alle vicende di Bill Cosby. Diane, amica e ghost writer di Bojack, porta all’attenzione dei media la questione e viene bombardata di minacce di morte, offese e una continua gogna mediatica. Il risultato finale è che tutto viene insabbiato, nonostante l’appoggio della caporedattrice di Manatee Fair (ogni riferimento è puramente voluto) che poi deve fare un passo indietro per non compromettere gli interessi della rivista. C’è in particolare una frase che colpisce: “Quando permettiamo queste cose insegnamo ai ragazzi che la reputazione di un uomo è più importante della vita delle persone che ha rovinato“. A quanto pare a volte è così e il circo mediatico passa oltre.

+1. Si può migliorare, ma bisogna farlo tutti i giorni

In questo bombardamento di tristezza, depressione e mancanza di autostima per fortuna sul finale della seconda arriva un raggio di luce e a portarcelo è una scimmia che fa jogging. Quando BoJack tenta di rimettersi in forma si scontra con anni e anni di inattività fisica che rendono i suoi tentativi una tortura. Nel momento peggiore, quando sta per abbandonare, arriva il messaggio che aspettavamo anche noi. Diventa più facile, la vera sfida è farlo ogni giorno.


Fonte: WIRED.it