Satispay raccoglie 18 milioni di investimenti



Un pagamento con telefonino via Satispay

Il debutto di Apple Pay e l’accelerazione degli altri colossi del digitale nel segmento dei pagamenti digitali non ha influito. Anzi. Quando Satispay ha lanciato il suo terzo ciclo di investimenti, si è posta l’obiettivo di raccogliere 12 milioni di euro. Ne sono arrivati sei in più. La startup italiana dei pagamenti via smartphone ha ottenuto finanziamenti per 18,3 milioni di euro. Le nuove risorse sosteranno il piano di espansione di Satispay in Italia, prima di allargarsi ad altri Paesi europei, partendo dalla Germania. La strategia dei fondatori, d’altronde, è di raggiungere un tasso di penetrazione del servizio tale da convincere anche investitori e aziende straniere.

Per questo Satispay sta allargando il ventaglio dei servizi. Oltre ai pagamenti, la startup ha introdotto l’acquisto di ricariche telefoniche e, attraverso queste, vuole costruire un sistema strutturato per i cosiddetti “pagamenti ricorrenti”. Come le bollette dell’elettricità, ad esempio.

Inoltre l’amministratore delegato Alberto Dalmasso e i suoi hanno individuato un partner finanziario per lanciare, entro la fine dell’anno, la richiesta di prestiti al consumo abbinata al pagamento. Il consumatore che andrà in negozio per acquistare la lavatrice, potrà ottenere direttamente il finanziamento attraverso Satispay, senza dover compilare i documenti di richiesta e attendere una risposta. Il negozio convenzionato potrà lavorare sui clienti che ha e offrire loro formule di rateizzazione a tasso zero.

Con questa strategia la startup vuole smarcarsi dal settore dei semplici pagamenti. Benché i dati di mercato indichino che sistemi come Apple Pay sono usati da una percentuale bassa degli utenti che potrebbero accedervi (nel Regno Unito la media è del 5%), la risonanza del nome è tale che nella stessa Italia, patria del contante, l’arrivo del sistema di pagamento della Mela ha allertato la concorrenza. “Noi abbiamo sempre avuto in mente un’evoluzione in cui il pagamento è il primo passo”, spiega Dalmasso.

Il passaggio iniziale è stato il cashback. Dato che il metodo Satispay permette di riconoscere l’utente che effettua il pagamento, il negozio può restituire una piccola percentuale dell’acquisto per future spese. “Abbiamo osservato che viene utilizzata nei periodi alternativi a quelli dei saldi – prosegue l’ad -. L’adopera circa il 20% degli esercenti convenzionati”. “Si può fidelizzare il cliente anche in modo più sofisticato – aggiunge Dalmasso -. Ad esempio fornendo sconti al cliente che paga in negozio per la prima volta o regalandone uno crescente a che fa spese abituali”.

La personalizzazione dei servizi al momento è fuori dalla portata di sistemi di pagamento come Apple Pay, che basandosi sulla carta di credito, comunicano con le casse attraverso un gettone anonimo che trasferisce la somma di denaro. Satispay, al contrario, si aggancia all’iban e consente di riconoscere il cliente. Anche i prestiti, un domani, potranno essere tagliati su misura ed erogati soltanto a chi ha le credenziali per ottenerli.

L’ultimo round di investimento, che si è chiuso oggi, ha aumentato a 26,8 milioni la raccolta complessiva. E la valutazione di Satispay è cresciuta a 66 milioni. Oltre al denaro, la startup, guidata dall’amministratore delegato Alberto Dalmasso, ha visto salire a bordo del suo progetto nuovi investitori. Come Banca etica, che a metà dell’anno scorso aveva già siglato un accordo di distribuzione con la startup. O Banca Sella. O il fondo di investimento SharkBites, che ha alle spalle nomi dell’imprenditoria italiana come Fabio Cannavale, presidente del gruppo Lastminute, Luciano Bonetti, direttore generale di Foppapedretti, e il pubblicitario Gian Pietro Vigorelli. O ancora Egea, società dei servizi energetici e ambientali di Alba, che sarà il partner per sviluppare il progetto sui pagamenti ricorrenti.

Perché gli utenti dovrebbero preferire Satispay all’home banking per gestire queste spese? “Per una praticità d’uso – è convinto Dalmasso -. Così è stato per le ricariche”. Da agosto sono disponibili sulla nuova app e più del 50% di chi l’ha scaricata, paga con questo sistema il credito telefonico. In futuro Satispay potrebbe anche creare un cruscotto per tenere sotto controllo tutte le uscite ricorrenti.

Entro un anno l’azienda conta di raggiungere gli obiettivi propedeutici all’espansione all’estero: “Un milione di utenti attivi in Italia e almeno 100mila esercenti”, spiega Dalmasso. Al momento la app è stata scaricata 330mila volte, sono 175mila gli utenti attivi, con un aumento medio al giorno di 600 nuovi ingressi, e 19mila i negozi convenzionati, tra cui quelli di catene come Esselunga, Benetton, Grom, Venchi, Total Erg e Old Wild West. Il primo passo all’estero sarà fatto in Germania, perché, spiega l’ad, è simile all’Italia per “abitudini di pagamento, mercato degli esercenti e presenza delle catene partner”.


Fonte: WIRED.it