Come nasce il Telefono - Agenzia Vodafone - j@m

La storia del Telefono. Dalla sua nascita ad oggi, grazie a Vodaofne Business e J@M ecellent partner vodane per le azinede

Una lettera pubblicata sulla Gazzetta di Pechino, nel 968, comunicava che l’inventore cinese Kung-Foo-Whing inventò il thumstein, che probabilmente trasportava la voce attraverso dei tubi.
Anche i primi esperimenti di Meucci ed altri usavano questo sistema..

Questo metodo è stato utilizzato per moltissimo tempo anche sulle navi, per poter comunicare velocemente tra la cabina di comando e il locale motori…

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Nel 1877 un italiano, Antonio Meucci, nato a San Frediano, quartiere popolare di Firenze, il 13 aprile 1808.

Antonio Meucci 1808 – 1889
Studiò all’Accademia di Belle Arti del capoluogo toscano, lavorando in seguito come impiegato alla dogana e come tecnico di scena al Teatro della Pergola. Coinvolto nei moti rivoluzionari del 1831, imprigionato a causa delle sue convinzioni politiche, Meucci fu costretto a lasciare il Granducato di Toscana e ad emigrare a Cuba, dove nel 1835 accettò un lavoro al Teatro Tacon dell’Avana.

Successivamente, andato a fuoco il teatro e ritrovatosi senza lavoro, lasciò Cuba e si diresse verso gli Stati Uniti. Nel 1845 si trasferì dunque a Clifton, New York, dove aprì una fabbrica di candele.

il primo prototipo di telefono fù inventato da Meucci allo scopo di poter mettere in comunicazione il suo ufficio con la camera da letto dove la moglie era costretta da una grave malattia.

Per questo esperimento, chiese all’amico artista Nestore Corradi di disegnare uno schizzo che rappresentasse una delle prove principali della paternità dell’invenzione.

L’invenzione del telefono prese spunto da un sistema precedente, che aveva creato quando lavorava a teatro: si trattava di un sistema di tubi che trasportava il suono da una parte all’altra del palco, in modo da poter comunicare le istruzioni alla cabina di regia.

Successivamente Meucci si trovò in difficoltà finanziarie, pur continuando a sviluppare la sua invenzione. Costretto a vivere con l’aiuto degli amici, si trovò a non avere denaro a sufficienza per brevettare la propria invenzione.

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Nel 1871 assieme ad altri co-finanziatori italiani riuscì a fondare la Telettrofono Company, e ad ottenere per la sua invenzione solo un brevetto temporaneo da rinnovare ogni anno al prezzo di 10 dollari (e che sarebbe riuscito a rinnovare solo fino al 1873).

Provò a proporre la sua invenzione ad una compagnia telegrafica di New York, ma le potenzialità dell’invenzione non furono intuite.
Si pensa che Alexander Graham Bell.

abbia visto i progetti di Meucci, poiché il 7 marzo 1876 depositò il brevetto. Meucci non avendo i 10 dollari di rinnovo vide decadere l’esclusività del suo progetto.
Meucci intentò causa, ma la perse, secondo il giudice che emise la sentenza nel 1887, Meucci avrebbe infatti inventato un telefono meccanico, mentre quello oggetto del brevetto di Bell era elettrico. Solo l’11 giugno 2002 il Congresso degli Stati Uniti avrebbe riconosciuto il contributo di Meucci nell’invenzione del telefono.

Ma la soluzione che si diffuse fu quella di Alexander Graham Bell, da cui prese il nome la Bell Telephone Company, la prima grande impresa telefonica della storia

E’ molto probabile che la prima comunicazione “interurbana” sia stata fra New York e Boston nel 1884.

Per molti anni il nuovo strumento di comunicazione a livello casalingo rimase il privilegio di pochi. Solo dopo la prima guerra mondiale la situazione cominciò a cambiare . Fino al 1950 la diffusione del telefono era molto limitata, infatti era considerato normale usare il telefono solo occasionalmente, da un “posto pubblico”, o da una cabina, o dal luogo di lavoro (se e quando era consentito). Anche dieci o venti anni dopo la maggior parte delle famiglie italiane non aveva il telefono in casa.

Nel 1925 c’erano 130.000 telefoni in Italia. Arrivarono a 500.000 nel 1940, a un milione nel 1951. Anche negli anni della crescita economica la diffusione del telefono non aumentava molto velocemente. Solo nel 1967 si superarono i 5 milioni, nel 1976 i 10, nel 1988 i 20 milioni di linee fisse, mentre stavano cominciando a diffondersi, anche se in numeri ancora piccoli, i telefoni cellulari.